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Pubblicato: 29/04/2017 19:00:00
Sovranità al popolo, si pensa ad una petizione per una legge elettrorale
Una proposta avanzata dal Comitato per il No del referendum costituzionale 2016
(AGMnews) - Campobasso, 30 apr. Sul sito charge.org è possibile firmare la petizione per «restituire la sovranità agli elettori». È stata promossa dal Comitato per il No al referendum costituzionale del 4 dicembre scorso (in cui è stato bocciato il ddl Boschi) per chiedere al Parlamento di approvare una legge elettorale proporzionale. Potrebbe apparire una questione tecnica, per gli addetti ai lavori, ma non è così. Spiegano i promotori: «Matteo Renzi ha potuto governare indisturbato per tre anni proprio grazie ad una legge elettorale che regalava al Pd una maggioranza in Parlamento che non corrispondeva minimamente alla maggioranza nel Paese… difatti, non appena il popolo ha avuto occasione, ha stroncato la sua riforma costituzionale e le sue politiche, ma ciò non è stato possibile prima di tre anni in cui ha potuto fare il bello e il cattivo tempo». Il Comitato, rappresentato in Molise da Michele Barone, ritiene «che questo non possa più ripetersi, che se, ad esempio, una forza politica ha il 40% del consenso del Paese deve avere il 40% dei seggi in Parlamento, non uno di più! Solo così può dirsi rispettata la volontà del popolo e scongiurato il rischio che una minoranza del paese prevarichi la maggioranza! Se nessun partito ottiene il 50% più uno dei voti, è necessario che più forze politiche trovino un compromesso per formare una maggioranza e un governo. Non è semplice, ma è l’essenza della democrazia». Sintetizza poi Barone invitando chi condivide questo punto di vista a sottoscrivere la petizione: «Se non hai la maggioranza nel Paese, non puoi governare da solo! E non si può, per aggirare le difficoltà dei compromessi politici, approvare una legge elettorale che consenta al partito che raggiunge non il 50% più uno dei voti, ma solo il 40% più uno, di governare da solo, come è previsto dall’attuale legge in Italia. Né si possono far scegliere ai capi-partito i parlamentari invece che ai cittadini, come prevede sempre l’attuale legge. Questi meccanismi sono intrinsecamente antidemocratici (non a caso, sono sconosciuti alla maggioranza dei Paeso europei!)».
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