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Pubblicato: 24/08/2017 20:21:00
Per amore della verità Delibere ‘NO-Ceta’: Coldiretti fa chiarezza sull’argomento
Coldiretti chiarisce la sua posizione in merito all'accordo Ceta sull'esportazione/importazione dei prodotti tra Europa e Canada
(AGMnews) - Campobasso, 25 ago. A distanza di qualche giorno da notizie apparse su alcuni “media” regionali, Coldiretti Molise pur non volendo minimamente entrare nella querelle di sapore preelettorale che sta obiettivamente montando man mano che si avvicina la scadenza delle elezioni regionali, intende presentare alcune necessarie precisazioni, per amore della verità, senza alcun spirito di polemica. Come infatti ha più volte denunciato all’opinione pubblica Coldiretti, unica organizzazione professionale agricola nel silenzio assordante più totale, l’accordo Ceta prevede l’invasione in Europa di prodotti ufficialmente provenienti dal Canada, ma che invece hanno origine in tutti quei Paesi nord americani che hanno firmato accordi economici (“Nafta” in primo luogo) con il governo canadese. Invasione che minaccia di approfittare di tale accordo per porre in essere una concorrenza sleale nei confronti di tutto ciò che rientra nel “made in Italy”. Tale accordo è passato a maggioranza in sede di Parlamento Europeo. Coldiretti ricorda inoltre, sempre per amore di verità, che la maggioranza degli europarlamentari italiani presenti per quella occasione in aula, si espresse contro la ratifica di tale accordo. Va obbiettivamente precisato altresì che lo stesso PD non è mai stato ufficialmente favorevole nella sua interezza alla ratifica di tale famigerato accordo: dei 22 parlamentari di quel partito presenti al momento della votazione, infatti, 13 si espressero favorevolmente all’accordo in parola, ma 9 votarono in dissenso. Va precisato inoltre che il Molise è una delle 12 regioni che sino ad ora hanno approvato in Italia l’ordine del giorno a sostegno della mobilitazione della Coldiretti. E’ quindi in ottima compagnia, dal momento che al suo fianco ci sono Regioni quali il Lazio e il Veneto, quest’ultimo governato dall’ex ministro all’agricoltura, il leghista Zaia. “Non mi sembra di vedere – afferma il delegato confederale di Coldiretti Molise, Eugenio Torchio – 12 governatori regionali, altrettante giunte e consigli regionali, tutti con il taccuino in mano a prendere ordini dalla Coldiretti nazionale. Si tratta – continua Torchio – invece di una solidarietà espressa a nome di questi territori, mentre altre Regioni nel frattempo si accingono a fare altrettanto, in maniera trasversale nell’intero arco partitico e parlamentare italiano”. Ne è prova, continua Coldiretti, la circostanza che sul palco della manifestazione nazionale promossa dall’organizzazione il 5 luglio a Roma, davanti a Montecitorio, al fianco del vicepresidente regionale ed assessore Facciolla, c’erano anche, tra gli altri, i suoi colleghi assessori al ramo del Lazio e del Piemonte, Hausman e Ferrero, oltre al presidente della Regione Veneto, Zaia, che per la circostanza parlò a nome delle 20 Regioni italiane in quanto coordinatore del tavolo della Conferenza Stato–Regioni. In quella occasione sul palco sfilarono rappresentati politici nazionali di tutti i partiti, da Tremonti a Fratoianni, passando per Meloni e Oliverio. Sono inoltre innumerevoli le Provincia italiane che al momento hanno approvato l’odg di Coldiretti (in Molise entrambe le Province di Campobasso e Isernia) mentre il numero dei comuni che hanno fatto altrettanto supera largamente quello dei 1000. Per il Molise hanno già deliberato oltre una settantina di Comuni, retti da coalizioni, di centrodestra, centrosinistra o più semplicemente da liste civiche indipendenti. “Coldiretti Molise ha voluto ringraziare direttamente uno per uno tutti i sindaci, oltre che i presidenti delle Provincie ed il governatore regionale – afferma il direttore regionale Saverio Viola -. Nei prossimi giorni, alla ripresa dalle ferie, provvederemo a pubblicare l’elenco di tutte le Amministrazioni e le Istituzioni molisane che hanno adottato tale provvedimento”. A parere di Coldiretti Molise il dato regionale e quello nazionale vogliono significare una circostanza assolutamente inconfutabile: i rappresentanti dei territori, in maniera assolutamente trasversale sul piano politico, proprio in quanto interpreti delle esigenze dei propri cittadini, hanno inteso dimostrare fattivamente la loro vicinanza a Coldiretti che in questo momento si è fatta carico di guidare la campagna per il riconoscimento della distintività dei prodotti dell’agroalimentare italiano nei confronti di quanti invece, più o meno coscientemente, stanno dissipando tale valore sull’altare della globalizzazione dei mercati. E di tutto questo Coldiretti ne terrà conto, sempre e dovunque, in ogni circostanza. Tanto per fare alcuni esempi, Coldiretti non farà passare in silenzio azioni come quella del ministro Martina e del Governo Italiano che prima per il latte ed i suoi derivati, ed ora per la filiera del grano e della pasta, hanno posto in essere le procedure per l’indicazione obbligatoria in etichetta del Paese di origine e di quello della lavorazione dei prodotti. Nè passeranno altrettanto inosservati i provvedimenti sull’IMU, l’Irap, l’Iva e l’Irpef in agricoltura che il Governo Nazionale ha assunto in quest’ultimo biennio. 
Coldiretti ne terrà conto, come si diceva, in ogni fase, dal momento che nel suo DNA è scritto che da oltre 20 anni ha abdicato da ogni colleganza politica con i partiti, ma di volta in volta terrà conto delle posizioni di quanti agiscono in favore dei legittimi interessi dei propri associati, e ancor prima della categoria, e innanzitutto della salute dei consumatori. Cioè di tutti i cittadini italiani. 
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