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Summit per stabilire e disciplinare l'organizzazione lavorativa con annesse problematiche
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(AGMnews) - Redazione, 14 set. Al via la trattativa per il contratto Sanità. All’Aran primo incontro per il rinnovo del contratto nazionale del personale del comparto Sanità, atteso ormai da otto anni dagli oltre 550 mila dipendenti interessati. A farlo sapere sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl nel sottolineare che, nella giornata di ieri, “a fronte della presentazione generale, da parte dell’Aran, dell’impostazione e dei contenuti dell’Atto di indirizzo inviato dal Comitato di Settore, abbiamo ribadito il tema, comune a tutti i comparti, delle risorse necessarie a garantire l’aumento medio contrattuale di 85 euro, le risorse necessarie a sterilizzare l’effetto degli aumenti ai fini della fruizione del bonus fiscale degli 80 euro, il tema della defiscalizzazione del salario di produttività e dello sviluppo del welfare contrattuale”. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno inoltre sottolineato “con forza il tema di come reperire le risorse aggiuntive necessarie alla piena valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori del Comparto che in questi anni sono stati chiamati, per garantire le prestazioni sanitarie ai cittadini, a compiti sempre più complessi, in condizioni di crescente disagio organizzativo, conseguenti ai tagli e alla riduzione del personale”. Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl “tanti sono i temi da affrontare per riprendere le fila di un settore, attraversato da profondi cambiamenti, dove il blocco della contrattazione e il mancato confronto con gli interlocutori istituzionali ha impedito politiche di reale valorizzazione del personale”.  Nell’incontro di ieri, fanno sapere i sindacati, “sono stati proposti i primi 3 tavoli tematici, così articolati: il primo dedicato all’organizzazione del lavoro (ordinamento, classificazione del personale e nuove aree proposte); il secondo specifico sulle regole di costituzione e utilizzo dei fondi; il terzo dedicato in modo specifico all’orario di lavoro che, a nostro avviso, resta subordinato alla discussione anche su fabbisogno e organici”. Quanto alla proposta di istituzione di nuove aree, aggiungono, “in particolare quella Socio Sanitaria, abbiamo chiesto un confronto di merito che a tutt’oggi non c’è mai stato, che chiarisca quali professioni e figure si ipotizza di inserire, quali i contenuti delle nuove aree, la loro rispondenza alle effettive necessità delle lavoratrici e dei lavoratori, la reale esigibilità di quanto proposto. Resta inoltre aperto il tema del personale della ricerca sanitaria anche con riferimento a tema più generale del precariato”. Nel merito, come Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, “pur condividendo la proposta metodologica di tavoli tematici, abbiamo rappresentato la necessità che tutte le questioni vengano affrontate avendo prima definito quale sia lo scenario complessivo e, soprattutto, avendo verificato quali risposte si garantiscono alle legittime attese delle professioniste, dei professionisti, delle operatrici e degli operatori della sanità”. Quanto al prossimo appuntamento i sindacati fanno sapere che sarà calendarizzato fra circa dieci giorni. 
L’equipe medica ha effettuato oltre 150 ecografie alla tiroide insieme alla visita.
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(AGMnews) - Termoli (CB), 06 set. La popolazione termolese conferma il suo interesse per il Progetto Ricerca e Prevenzione in Molise, grande partecipazione anche al secondo incontro in città promosso dalla Fondazione Giovanni Paolo II a Termoli lo scorso 4 settembre. Nel corso della prima edizione ci fu una affluenza talmente eccessiva che non si riuscirono ad esaudire tutte le richieste. Per non deludere le aspettative della popolazione, è stato organizzato   questo secondo appuntamento. “La Fondazione ha mantenuto le promesse” commenta un signore sorridendo, mentre è in attesa “avevano detto che sarebbero tornati e così è stato, sono stati di parola !”.  L’equipe medica, coordinata dalla professoressa Giuseppina Sallustio, ha effettuato oltre 150 ecografie alla tiroide insieme alla visita. A circa il 30 per centro dei partecipanti è stato consigliato di valutare insieme al proprio medico di medicina generale l’opportunità di effettuare ulteriori approfondimenti diagnostici. “Ho partecipato quasi per caso” commenta Maddalena una signora residente a Termoli “ho scoperto di avere un nodulo alla tiroide, molto probabilmente non è nulla di grave, ma sarà necessario fare degli approfondimenti. Non avevo alcun sintomo … la prevenzione è davvero importante e ringrazio la Fondazione per averci offerto questa possibilità “, conclude con un sorriso di compiacimento.  Un plauso all’iniziativa anche dall’Amministrazione Comunale di Termoli. Il Sindaco Angelo Sbrocca sé è recato personalmente nei locali della Scuola Principe di Piemonte per porgere i saluti istituzionali “una iniziativa sul territorio, rivolta soprattutto alle persone più deboli” commenta il primo cittadino “purtroppo ci sono famiglie che incontrato difficoltà ad usufruire delle prestazioni offerte dal Sistema Sanitario nazionale, perché non hanno la possibilità di pagare il ticket. Questo evento è pensato soprattutto per loro! Una iniziativa che spero possa essere reiterata nel tempo e  che ci fa conoscere meglio l’Università Cattolica, una realtà della  Regione, dove operano professionisti molto validi, che mettono a disposione  del nostro  territorio  le loro competenze scientifiche”. Sulla stessa linea anche la Presidente del Consiglio Comunale, Manuela Vigilante, “sono qui in veste istituzionale come Presidente del Consiglio Comunale, ma anche come semplice cittadino, voglio fare un plauso alla Fondazione “Giovanni Paolo II” per questa importante iniziativa, che sta svolgendo sul nostro territorio, quella di rivolgersi alle fasce sociali più deboli, per consentire loro di poter effettuare esami diagnostici che favoriscono la prevenzione dei tumori della  tiroide e delle problematiche dell’apparato muscolo-scheletrico. Una iniziativa importante che ha visto un enorme affluenza e che spero possa essere ripetuta”. Il progetto “Ricerca e Prevenzione in Molise”, infatti, è rivolto a tutta la popolazione e chiunque può aderire, ma si vuole offrire un’opportunità soprattutto alle famiglie che si trovano in difficoltà economiche e che spesso non riescono ad effettuare anche semplici esami diagnostici. ”La popolazione manifesta grande interesse per il nostro lavoro e questo ci gratifica” commenta il Direttore Generale Mario Zappia “ma siamo soddisfatti soprattutto perché riusciamo a fare qualcosa  per i nostri  fratelli in difficoltà”. L'insorgenza del tumore della tiroide è legata a cause ambientali, genetiche, ormonali e loro interazioni. La familiarità riguarda tutte le forme di malattia e si riscontra con maggiore frequenza nei carcinomi midollari. Fra i fattori di rischio accertati va ricordato il cosiddetto gozzo, caratterizzato da numerosi noduli benigni della ghiandola dovuti a carenza di iodio, che può in alcuni casi predisporre alla trasformazione maligna delle cellule. Il carcinoma follicolare è particolarmente legato ad una dieta povera di iodio, condizione presente in alcune aree italiane. Un'altra causa accertata è l’esposizione a radiazioni. È infatti più comune in persone che sono state trattate per altre forme di patologie tumorali con radioterapia nella regione testa-collo. Oppure che sono state esposte a livelli elevati di radioattività nell’ambiente.  
Banchetto informativo per illustrare ai cittadino il diritto alla salute e qual è l' efficienza della sanità pubblica
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(AGMnews) - Isernia, 27 ago. Difesa della sanità pubblica: secondo appuntamento, ad Isernia, all’ospedale Veneziale, dopo quello del 23 agosto scorso all’ospedale Cardarelli di Campobasso, della campagna informativa della Funzione Pubblica e della Cgil Molise sull’attuazione in regione del diritto alla salute di cui all’art. 32 della Costituzione. “Una campagna informativa dal basso che coinvolge gli utenti dei servizi sanitari, i cittadini, per denunciare - dice Franco Spina segretario regionale della Cgil Molise - 10 anni di gestione commissariale della sanità in Molise che hanno ridisegnato il concetto stesso di sanità pubblica, della sua qualità ed efficienza, della sua capacità di rispondere universalmente al fabbisogno di tutela. Dal confronto con i cittadini di queste due giornate emerge (tra le altre cose) la necessità di ridurre le lunghe liste di attesa per alcune prestazioni e rivisitare il costo dei ticket. Questo è possibile solo investendo sulla sanità pubblica di qualità capace di superare le inefficienze e riorganizzare i servizi. La Cgil ritiene che la cura della persona deve tornare al centro del dibattito politico regionale". Va attuato concretamente l'art. 32 della Costituzione e ciò deve essere frutto di una scelta politica chiara, netta ed efficace. Per questo, ha aggiunto Spina, stiamo coinvolgendo i cittadini per informarli e renderli partecipi della assoluta necessità del cambiamento, per costruire con essi una azione sinergica che stimoli la politica a rivedere le proprie posizioni sul riordino sanitario in atto”. Dopo quelli di Campobasso ed Isernia, gli altri appuntamenti previsti, davanti agli ospedali, sono in calendario a Termoli (il 30 agosto), a Larino (il 31 agosto), ad Agnone (il 1 settembre) ed a Venafro (il 6 settembre).
Cittadinanzattiva esprime parere favorevole per le cure e la fornitura dei presidi di assistenza ai pazienti affetti da SLA
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(AGMnews) - Redazione, 07 ago. Con il Decreto del Commissario ad Acta n. 45 del 18 luglio 2017 è stato approvato il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per la SLA e patologie neurodegenerative, un provvedimento che definisce il percorso per la diagnosi, la presa in carico per il trattamento, l’organizzazione delle cure e la fornitura dei presidi per l’assistenza completa del paziente dalla fase iniziale alla fase avanzata, prevedendo tutto l’iter della gestione dal ricovero fino all’assistenza presso le strutture territoriali o domiciliari. Cittadinanzattiva esprime soddisfazione per l’approvazione di questo provvedimento fondamentale, giunto a termine di un importante percorso di lavoro durato diversi anni. L’auspicio è che ora, dopo questo primo passo essenziale in cui sono stati delineati i diritti e i percorsi da seguire per chi è affetto da patologie neurodegenerative altamente invalidanti, segua una effettiva e celere riorganizzazione delle cure per attuare quanto previsto dal PDTA. 
Una grande successo per la Giornata dell’Anziano di Roccavivara promosso dalla professoressa Sallustio
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(AGMnews) - Campobasso, 06 ago. Una grande partecipazione alla Giornata dell’Anziano 2017 lo scorso due agosto, appuntamento annuale dedicato alla cultura della salute e alla prevenzione, quasi tutto gli abitanti del piccolo centro molisano erano in piazza portella per ascoltare le interessantissime relazioni su un argomento molto attuale: “invecchiare bene per vivere meglio”. Animatrice dell’evento, come sempre, la professoressa Pina Sallustio, Direttore del Dipartimento Servizi della Fondazione e professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nativa di Roccavivara, che insieme all’Amministrazione Comunale, nella persona del sindaco Frano Antenucci, promuove da anni questo appuntamento. Il Direttore Generale della Fondazione, Mario Zappia, ha introdotto i lavori ringraziando la professoressa Sallustio per aver promosso questa iniziativa, non sono mancate parole di stima e apprezzamento per la Prof, come tutti affettuosamente la chiamano, che vive il suo lavoro di medico come una vera e propria missione al servizio del prossimo. Le relazioni sono state affidate al professor Maurizio Gasperi, ordinario di Endocrinologia dell’Università del Molise, al professor Sergio Storti, Direttore UOC di Oncoematologia della Fondazione Giovanni Paolo II. La prevenzione è importante anche durante la terza età. A sottolinearlo tutti i relatori, che sono giunti alla conclusione che “è importante diffondere la consapevolezza di quanto la percezione personale dell'invecchiamento possa influenzare i comportamenti nell'ambito della prevenzione a questa età”. La scelta di seguire comportamenti salutari durante la terza età dipende anche all'approccio mentale all'invecchiamento. In particolare, chi si sente a proprio agio nella sua nuova veste di “anziano” è più propenso a sottoporsi a test e controlli medici per valutare il suo stato di salute. Purtroppo a volte gli anziani sono convinti che acciacchi fisici e mentali siano compagni inevitabili della terza età. In realtà invecchiare non significa necessariamente andare incontro a problemi di salute. Chi affronta l'invecchiamento con un approccio più positivo si sottopone più spesso a test per il colesterolo, colonscopie, mammografie, Pap test ed esami della prostata, indipendentemente da altri fattori che potrebbero influenzare il ricorso alla medicina preventiva. non dare importanza alla prevenzione nella terza età, credendo che in questa fase cambiamenti dello stile di vita siano inutili, è un approccio errato e poco salutare. La comunicazione rappresenta una componente integrata degli interventi di prevenzione essendo uno strumento fondamentale di informazione e conoscenza per le persone (sia cittadini che professionisti della salute).
Effettuata anche prestazioni domiciliari per gli anziani che non erano in condizioni di raggiungere l’ambulatorio
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(AGMnews) - Isernia, 04 ago. In una delle giornate più calde dell’anno, lo scorso due agosto, la Carovana della Salute della Fondazione “Giovanni Paolo II” si è “fermata” a Castel San Vincenzo per la Prevenzione Cardiovascolare. Uno dei paesi più belli e caratteristi del Molise che attira ogni anno numerosi turisti. Proprio le particolarità paesaggistiche del centro alto molisano, lo rendono non facilmente raggiungibile, questo penalizza soprattutto la popolazione anziana residente, che spesso incontra difficoltà anche ad effettuare semplici esami diagnostici.  “Ringrazio di Cuore la Fondazione “Giovanni Paolo II” per aver scelto Castel San Vincenzo” commenta il Sindaco Marisa Margiotta “con questa bellissima iniziativa è stata offerta la possibilità a dei nostri concittadini, che altrimenti non avrebbero avuto altre occasioni per fare prevenzione. Le difficoltà logistiche scoraggiano molto soprattutto gli anziani, purtroppo si va in ospedale solo quando è strettamente necessario. Oggi uno dei migliori ospedali d’Italia è venuto da noi e siamo molto molto contenti di questo”. Il progetto Ricerca e prevenzione in Molise, promosso dalla Fondazione “Giovanni Paolo II”, è pensato soprattutto per le persone si trovano in condizioni di difficoltà di diversa natura. E’ un’attiva a carattere sociale, ispirata ai valori cristiani, in coerenza con i principi fondativi dell’Istituzione sanitaria no profit molisana. Constatato che alcuni anziani non erano in condizioni di raggiungere l’ambulatorio, gli specialisti della Fondazione, per nulla intimoriti dal caldo torrido, hanno deciso di effettuare anche prestazioni domiciliari. Commoventi sono state le reazioni di quelle persone che si sono viste arrivare in casa medici ed operatori sanitari pronti a soddisfare ogni loro esigenza. In totale sono stata erogate circa 400 prestazioni, tra visite cardiologiche, esami di laboratorio: colesterolo totale, colesterolo HDL,  colesterolo LDL e  trigliceridi;   elettrocardiogramma, rilevazione pressione arteriosa, rilevazione frequenza cardiaca, misurazione non invasiva della   saturazione dell'ossigeno a livello periferico.  Esami effettuati in modo assolutamente gratuito, senza necessità di prenotare. Il Direttore Generale e Sanitario della Fondazione, Mario Zappia, era con i “suoi” operatori, ed ha controllato personalmente che tutto si svolgesse nel migliore dei modi: “Ringrazio il nostro personale che, con grande dedizione e nonostante le avverse condizioni atmosferiche, ha svolto, come sempre, questa attività con grande dedizione” commenta il Direttore “la soddisfazione più grande è sapere che siamo riusciti a fare qualcosa per persone che si trovano in difficoltà. Questo ci ripaga di tutti gli sforzi compiuti per essere qui oggi”. L’aspettativa di vita è aumentata enormemente. Dai 2 milioni di ultrasessantacinquenni dell’inizio del ‘900 si è passati ai circa 11 milioni attuali ed ai 14.2 milioni prevedibili tra 20 anni: quasi un anziano ogni 3 abitanti nel 2030 (Figura 1). Confrontando le differenze di mortalità tra gli anni ’80, ’90 e 2000 gli anziani hanno guadagnato 14 anni di vita in media. Ancora oggi però le cardiopatie rappresentano la prima causa di morte nei pazienti anziani e sono al terzo posto tra le malattie croniche che portano alla disabilità.  Si calcola che ad 80 anni un individuo su 5 abbia una malattia coronarica sintomatica.  Anche in assenza di malattia, il cuore con l’età diventa più rigido, a causa di un progressivo difetto di rilassamento, e meno efficiente nell’azione di pompa. Inoltre diventa meno reattivo agli stimoli simpatici con inferiore risposta inotropa, cronotropa e batmotropa sotto sforzo.
Nuovo incontro il prossimo 2 agosto
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(AGMnews) - Isernia, 01 ago. La “carovana della salute” non si ferma e continua il suo percorso nei comuni molisani. Prossima tappa il 2 agosto a Castel San Vincenzo, centro dell’alto Molise, conosciuto anche oltre i confini nazionali per il suo patrimonio culturale unico al mondo. Ma non saranno le bellezze artistiche protagoniste di questa iniziativa, bensì le ben più importanti “risorse umane”, ossia la popolazione.  Una giornata interamente dedicata alla Prevenzione Cardiovascolare con esami di laboratorio: colesterolo totale, colesterolo HDL,   colesterolo LDL e  trigliceridi;   elettrocardiogramma, rilevazione pressione arteriosa, rilevazione frequenza cardiaca, misurazione non invasiva della   saturazione dell'ossigeno a livello periferico.  Esami effettuati in modo assolutamente gratuito, senza necessità di prenotare. L’evento rientra nel progetto a carattere sociale “Ricerca e Prevenzione in Molise”, promosso dalla Fondazione Giovanni Paolo II” sul territorio. L’importanza di questa iniziativa sta proprio nel dare la possibilità a quante più persone possibili di sapere se sono affette da patologie cardiache o se sono a rischio, in modo da poter intervenire preventivamente ed evitare rischi più gravi. Fino a oggi grazie a questo progetto a circa il 20% dei partecipanti è stato consigliato di effettuare ulteriori controlli, di concerto con il proprio medico di famiglia. Probabilmente verranno diagnosticate anomalie a livello cardiovascolare che non sapevano di avere, e che hanno “scoperto” partecipando a questi incontri. Secondo uno studio dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare condotto, qualche anno fa, dall’Istituto superiore di sanità, le malattie cardiache e l’ipertensione arteriosa, nella fascia di età tra 35 e 75 anni, colpiscono in Italia il 51 per cento degli uomini e il 37 per cento delle donne. Se poi si va a prendere in esame i dati dell’Ufficio di statistica dell’Iss sulla mortalità per malattie cardiovascolari, si rileva che queste rappresentano circa il 40 per cento di tutte le morti. Purtroppo, come rilevato da recenti studi, solo il 43% degli italiani con più di 30 anni si occupa di questioni legate alla propria salute e  solo in presenza di un sintomo o di un dolore. Si tratta di quasi un adulto su due che non fa alcuna attività di prevenzione medica ma si sottopone a visite ed esami solo quando è il proprio corpo a lanciare specifici messaggi di aiuto. La percentuale sale al 63% nella fascia 30-35 anni, quando si è nel pieno delle proprie forze ed è quindi percepita come minore la necessità di fare visite preventive. Poca attenzione però anche tra gli over 55, dove solo il 48% dichiara di fare controlli una volta l’anno. Questo progetto vuole, dunque, incentivare la popolazione a prendersi cura della propria salute, attraverso la prevenzione. Un’iniziativa che rientra nel vasto programma di attività sociali promosse dalla Fondazione a favore soprattutto dei soggetti più deboli, che a volte hanno difficoltà anche ad effettuare semplici esami diagnostici. Gli specialisti informeranno la popolazione anche sulle strategie da adottare per favorire stili di vita salutari ed evitare i più comuni “fattori di rischio”.  Un dialogo attento e corretto tra il sistema sanitario e la persona attraverso il quale si possa trasmettere non solo informazione ma anche cultura.
Michel Iorio a difesa della sanità molisana
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(AGMnews) - Campobasso, 30 lug. Non possiamo permettere che l’immobilismo della Giunta regionale targata Pd e del commissario ad acta alla sanità del Molise continui a produrre danni irreparabili al nostro territorio. La questione del nuovo ospedale tra Vasto e San Salvo non può essere liquidata con una dichiarazione del presidente Frattura che sui media locali dice a D’Alfonso che saranno gli abruzzesi a venirsi a curare a Termoli. Occorrono fatti concreti che salvaguardino i servizi dei cittadini regionali e, nel caso specifico, del Basso Molise. Così come non si può liquidare questa storia nelle modalità del vice presidente della Giunta che, invece di difendere il suo territorio dai soprusi dell’amico D’Alfonso sempre del Pd, insinua che il finanziamento per la Regione Abruzzo sia avvenuto nel 2010 quando io ero al vertice della Regione. Il problema non è la ristrutturazione dell’ospedale di Vasto che i cittadini abruzzesi aspettavano ormai da un ventennio e per il quale nel 2010 la regione Abruzzo aveva ottenuto un finanziamento. Il problema è il project financing ossia un progetto con il coinvolgimento di soggetti privati nella realizzazione e nella gestione in vista di entrate economiche future. Per lo più spostato verso il Molise per accogliere le patologie tempo dipendenti dalla nostra regione. Per questo motivo ho dato seguito a quanto anticipato ed ho presentato una mozione, sottoscritta anche dagli altri consiglieri di centrodestra, che impegni il presidente e commissario Frattura ad adottare gli atti necessari, sia davanti al Governo nazionale che al Tavolo tecnico, per verificare la fattibilità del project financing della Regione Abruzzo anche alla luce del decreto Balduzzi che rafforza i bacini Dea già esistenti come il nosocomio del San Timoteo di Termoli. Vorrei ricordare infatti che gli effetti del decreto Balduzzi avrebbero prescritto al Molise (che ha già un ospedale DEA di I Livello a Termoli) di procedere ad accordi di confine per sostenere la realizzazione di un DEA di II Livello a Campobasso e di I Livello a Termoli con l’obiettivo evidente di allargare i confini di interesse a favore proprio dell’ospedale di Termoli. E visto che il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha impresso una accelerazione alla realizzazione del nuovo ospedale di Vasto investendo il presidente della Commissione Sanità della Regione Abruzzo, il vastese Mario Olivieri, del compito di “facilitatore”, ossia di garante della velocizzazione dell’iter procedurale e, quindi, della possibilità che l’appalto del nuovo ospedale possa vedere la luce entro il 2018 con un investimento previsto di circa 85 milioni di euro finanziato in parte con fondi statali e in parte con l’attivazione di un partenariato pubblico – privato, spero che la mozione, già iscritta all’ordine del giorno, venga discussa il prima possibile e che trovi comunità di intenti anche da parte delle altre forze politiche presenti in Consiglio regionale.
Boccardo, Uil "la sanità molisana alla battaglia sulla mobilità "
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(AGMnews) - Campobasso, 28 lug. Non passa giorno che non scopriamo che questo POS non piace davvero a nessuno. Fra minacciate manifestazioni di piazza, preannunciati ricorsi in tribunale e ripresa delle iniziative sindacali, c'è da giurarci, la vicenda sanità dopo le settimane di 'fermo biologico' per le ferie, in autunno tornerà ad esplodere. "Anche per la Uil questo è un piano sanitario che limita il Molise! Bisogna avere il coraggio di invertire la rotta guardando ad una programmazione di medio e lungo termine che sappia cogliere le opportunità e non distruggerle, attraverso una seria riorganizzazione del Sistema sanitario regionale che punti alla qualità. Secondo noi è urgente mettere a sistema un nuovo e strategico Piano sanitario, correggendo gli errori del passato, un piano che utilizzi tutte le opportunità per  il rafforzamento del servizio sanitario in Molise." Questa l'opinione di Tecla Boccardo, leader sindacale molisana. "La sanità è anzitutto assistenza e cura, è tutela dei diritti dei cittadini che va assicurata qui, in modo efficiente, con il potenziamento della medicina territoriale e una rete ospedaliera funzionale e integrata valorizzando le eccellenze. Ma non bisogna dimenticare che la sanità è anche la più grande azienda del Molise, che ha il maggior numero di occupati, migliaia di lavoratori professionalizzati a cui si aggiungono quelli dell'indotto. Riaffermarne la qualità, puntare alle eccellenze, allargarne l'offerta risponde meglio alla domanda di salute dei molisani, ma soprattutto può incrementare la mobilità attiva che è un moltiplicatore di posti di lavoro." Questa la sfida che segnala il Sindacato. "Se cittadini di altre regioni vengono da noi a curarsi, convinti dalla qualità della nostra rete ospedaliera pubblica o accreditata e si riduce invece il numero dei molisani che emigrano in cerca di cure, questo crea da noi un aumento dei posti di lavoro, sviluppa l'indotto, evita che le risorse regionali creino ricchezza altrove, attira qui soldi da altre regioni. Dobbiamo offrire noi agli abitanti di Abruzzo , Campania, Puglia le nostre eccellenze, altro che ospedali costruiti poco oltre i nostri confini regionali! E basta molisani costretti ad elemosinare un posto letto altrove. È una battaglia, quella che è in corso, sulla mobilità sanitaria. Occorre accettare la sfida tutti insieme, come pare che anche la Regione voglia fare, e giocarsela con determinazione fino in fondo, ma per vincere è necessario approntare da subito un nuovo POS. Puntare all'aumento della mobilità attiva è la sfida! "Anche per questo va fortemente difesa la sanità tutta molisana, pubblica, accreditata o privata che sia. Dobbiamo alzare gli occhi dagli sterili calcoli matematici e impegnarci a trasformare la nostra sanità in un sistema sanitario efficiente ed efficace che produce salute e benessere, qualità e quantità di posti di lavoro, entrate economiche per il bilancio regionale."Le ricette della Uil Molise sono note. Un sistema che coinvolga tutti gli attori del servizio sanitario, un sistema a rete unica che parta della medicina sul territorio, con un sistema ospedaliero funzionale e integrato tra pubblico e accreditato. Recupero delle inefficienze, eliminazione di sprechi e sperperi come, ad esempio, la spesa per la farmaceutica, i contratti per la manutenzione della strumentazione (che nella sanità pubblica costa il triplo delle strutture private ), la mobilità passiva . "Solo con una sanità complessivamente ripensata e una ritrovata qualità del nostro sistema sanitario pubblico e accreditato, avremo quel potenziamento di strutture e capacità di attrarre noi pazienti da fuori regione e incrementare la mobilità attiva." Boccardo avanza, in proposito, alcune proposte concrete: "Vanno recuperati i circa duecento posti letto che già  ci spettano rispetto al parametro del decreto Balduzzi e alla premialità per la mobilità attiva fatta in particolare dalle strutture accreditate (anche solo questo vuol dire un centinaio di posti di lavoro in più, per non calcolare l'indotto...). Proponiamo di utilizzare le cospicue risorse finanziarie dell'Obiettivo tematico 11 dei Fondi strutturali  la realizzazione di partnership pubblico-privato (come da anni si fa in Veneto o in Lombardia) per rinnovare e rafforzare la rete ospedaliera e potenziare la dotazione di apparecchiature tecnologiche  e per una sanità di qualità e all'avanguardia che può essere fiore all'occhiello e orgoglio dei Molisani, è un peccato continuare a perdere queste risorse per colpa di una visione miope!" "Non riusciamo a vedere il bosco per colpa degli alberi. Cioè: non cogliamo la visione complessiva persi come siamo ad inseguire le emergenze, ad aggiustare i dettagli, a sistemare questi o quei conti economici o piccoli interessi di bottega! Invece, solo se sapremo progettare in grande, anche in materia di sanità, senza pretestuose divisioni o ideologiche contrapposizioni, garantiremo il futuro della nostra identità, l'autorevolezza del Molise, un futuro di tutele e benessere alle nostre popolazioni, poiché, ne siamo certi lo sviluppo passa anche per la sanità!
Costruire un presidio ospedaliero sulla costa abruzzese garantendo i servizi assistenziali ai cittadini del Basso Molise. Iorio contrario
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(AGMnews) - Campobasso, 26 lug. Dopo il potenziamento del porto di Ortona a discapito di Termoli, dopo la concessione del nostro termovalorizzatore per il trattamento dei rifiuti in nome dell’integrità del territorio abruzzese, il governo Frattura continua a lavorare per l’arretramento del Molise e l’avanzamento dell’Abruzzo. Oggi lo fa con la sanità attraverso la scelta di un nuovo ospedale tra Vasto e San Salvo e con l’obiettivo, dichiarato da D’Alfonso, di servire anche il territorio del basso Molise. Il tutto nel più totale immobilismo di Frattura. Gli effetti del decreto Balduzzi, infatti, avrebbero prescritto al Molise (che ha già un ospedale a Termoli) di procedere ad accordi di confine per sostenere la realizzazione di un DEA di II Livello a Campobasso e di I Livello a Termoli con l’obiettivo evidente di allargare i confini di interesse a favore proprio dell’ospedale di Termoli. Invece sta avvenendo esattamente il contrario con buona pace di un governo della Regione Molise che assiste inerte all’impoverimento della sanità nel Basso Molise. In quanto l’ospedale di Vasto sarà un DEA di I Livello che assorbirà la patologie tempo dipendenti provenienti dal Molise. Il tutto si andrebbe ad aggiungere ad un aumento già vertiginoso della mobilità passiva per la sanità pubblica regionale. Le conseguenze di questa ennesima scelta del governo targato Pd sarà la scomparsa del Molise in quanto questa impostazione viene cristallizzata dall’approvazione con legge statale dei Piani Operativi di Frattura. Io ritengo che, come molisani, non ci possiamo arrendere a tale condizione ma è nostro dovere reagire. Per questo motivo indicheremo nel nostro programma, con precisione, una netta inversione di rotta che difenda e qualifichi la sanità molisana. 
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