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Lo rende noto l'assessore Facciolla: "due progetti ambiziosi che, se realizzati, porteranno notevoli e positive ripercussioni nel settore agricolo molisano"
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(AGMnews) - Campobasso, 06 set. “Un progetto che prende avvio dalla Misura 4, sottomisura 4.1. del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020 della Regione Molise e che, pertanto, mi rende orgoglioso”. Così l’Assessore regionale alle Politiche Agricole e Agroalimentari, Vittorino Facciolla, commenta la notizia di una trattativa in corso tra la società Aom sita a Termoli e la Dolceamaro srl, a capo del noto marchio Confetti Papa, che intende produrre mandorle nei terreni del Basso Molise. Una trattativa che si affianca ad un altro progetto, un possibile accordo dell’Aom con lo storico e noto marchio Ferrero per la coltivazione delle nocciole. Due progetti ambiziosi che, se realizzati, porteranno notevoli e positive ripercussioni nel settore agricolo molisano. “Sono convinto che il tutto vada a buon fine, così da migliorare la competitività, sia in termini economici sia ambientali, delle nostre aziende agricole” - conclude Facciolla. Nuove idee che si concretizzano, contribuendo a migliorare le performance economiche e ambientali delle attività agricole del nostro territorio
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(AGMnews) - Campobasso, 30 ago. Il clima pazzo di quest'anno, fra caldo e siccità da una parte, gelate tardive e grandinate dall'altra, ha colpito duro le vigne italiane. La vendemmia 2017 sarà fra le più scarse del dopoguerra, con un calo della produzione di vino e mosto del 25%. Unica consolazione, il vino italiano è sempre più richiesto all'estero: il valore delle esportazioni aumenterà del 6,3% nel 2017 rispetto all'anno precedente. I conti li hanno fatti Coldiretti e Assoenologi. "La vendemmia del 2017, per effetto del caldo e della siccità, si classifica come la più precoce dell'ultimo decennio - sottolinea Coldiretti -. Con un anticipo di circa dieci giorni rispetto allo scorso anno, è dunque in forte calo per il bizzarro andamento climatico, con un inverno asciutto e più mite e un precoce germogliamento della vite, che ha favorito danni da gelate tardive, ma anche siccità persistente e episodi localizzati di grandinate". Le prime previsioni di Assoenologi indicano una produzione di vino e mosto nel 2017 di 41,1 milioni di ettolitri, inferiore di ben 13 milioni rispetto allo scorso anno. Una flessione media di circa il 25%, ma ci sono regioni che andranno molto peggio. Cali del 40% sono previsti in Lazio e Umbria, del 35% in Sicilia, del 30% in Toscana, Puglia, Abruzzo, Molise, Liguria, Basilicata, Calabria e Valle d'Aosta, del 25% nelle Marche e in Lombardia. In Sardegna la produzione calerà del 20%, mentre in Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Veneto la riduzione sarà del 15% e in Trentino Alto Adige del 10%. In controtendenza la Campania, dove si stima un aumento del 5%. Per gli amanti delle statistiche, Assoenologi fornisce anche la lista delle vendemmie più scarse del dopoguerra: 1947: 36,4 milioni di Hl, 1948: 40,4 milioni di Hl, 1949 e 1950: 41 milioni di Hl, 2012: 41,1 milioni di Hl, 2017: 41,1 milioni di Hl. Ma il dato di quest'anno, precisano gli enologi, potrebbe ancora peggiorare, se caldo e siccità al sud persisteranno. Per fortuna (si fa per dire) anche i nostri concorrenti non sono messi bene: in Francia e in Spagna sono previste vendemmie scarse, per il caldo e le gelate tardive, e l'Italia manterrà anche quest'anno il primato mondiale della produzione. Per di più, se il vino italiano scarseggerà, i prezzi saliranno. Il valore delle esportazioni vinicole italiane nel 2017 aumenterà del 6,3%, un record storico, dopo i 5,6 miliardi di euro dell'anno scorso.

Il rappresentante della Uil Molise auspica ad una ripresa del settore artigianale
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(AGMnews) - Campobasso, 29 ago. "Nella nostra Regione abbiamo una intero comparto produttivo che sta precipitando nel disinteresse generale. E si tratta di uno dei settori sui quali la nostra Regione davvero potrebbe scommettere e investire per tradizione, professionalità e vocazione:quello dell’Artigianato. I dati presentati dalla CGIA di Mestre sulla crisi che sta attraversando il settore e quello della piccola produzione, difatti, sono inequivocabili. L’unica categoria economica che continua a registrare un netto calo delle imprese attive, nonostante una moderata ma stabile ripresa dell’economia, è proprio questa." Così il rappresentate del Coordinamento dei lavoratori dell’Artigianato della UIL, Marco Amicone che prosegue “E se il trend italiano degli ultimi anni calcolato dallo studio dell’Ente è poco rassicurante, quello molisano è ancor peggio. I numeri che emergono, difatti, sono più che preoccupanti e ufficializzano quanto già da tempo si percepiva: difficoltà nella produzione, nell’accesso al credito, assenza di iniziative economiche di sostegno al comparto. Un mix tremendo che ha portato l’artigianato molisano ad essere la quarta regione in Italia per decrescita del settore con il 13,2% nel periodo 2009-2017, con una flessione del dell’1,1 solo nell’ultimo anno e con un totale di 1004 attività che hanno tirato i remi in barca. La contrazione è manifestata in tutti i settori dell’artigianato, ma è più forte nei trasporti, nell’edilizia e nella lavorazione del legno. Unici settori che riescono a fronteggiare la crisi produttiva, quelli vicini al mondo della cura della persona con parrucchieri ed estetisti che riescono a sopravvivere, seppur con difficoltà. Eppure, fino ad alcuni anni fa, il finanziamento con risorse pubbliche di insediamenti produttivi specifici e delle aree artigianali lasciava ben sperare per un migliore avvenire, ma purtroppo, tranne che per alcune sparute realtà, di quelle iniziative restano solo gli annunci del periodo!” “Tra le cause di questa forte caduta sicuramente la ormai nota crisi economica, il calo dei consumi, le tasse, la burocrazia, la mancanza di credito e l’impennata del costo degli affitti. Oltre alla politica aggressiva della grande distribuzione e il commercio on-line, che sicuramente hanno contribuito ad un quadro già complicato.  Siamo a un bivio, dunque, ha proseguito il rappresentante della Uil, che impone di scegliere la strada della ripresa, abbandonando quella della distrazione fin ora percorsa per anni. In Molise è necessario uno scatto vero e tangibile da parte di tutti i soggetti che possono partecipare alla ripresa del settore, partendo dalla Regione Molise e il suo Assessorato al ramo, passando per le Camere di Commercio e all’Ente Bilaterale che coinvolge le associazioni datoriali e i sindacati, per finire alle amministrazioni locali." "Ognuno può e deve fare la propria parte, mettendo a disposizione risorse e accompagnando i nostri artigiani in percorsi che puntino alla ripresa produttiva, offrendo assistenza con sportelli e uffici che sostengano quanti sono attivi nel settore, avviandone di nuovi, promuovendo le numerose iniziative che già sono attive e a disposizione degli artigiani, ma forse da sostenere con più metodo e capillarità.  Una crisi nella crisi che non può esser più ignorata  e anche su questo bisogna intervenire, facendo in modo che anche il settore dell’Artigianato e i suoi operatori rientrino nelle politiche di sviluppo che stanno interessando le Aree di crisi regionali, dando loro una concreta chance.” “Il Coordinamento Artigiani della UIL, dal canto suo, ha concluso Amicone insisterà affinché quel tessuto produttivo sia riconsiderato come merita, attivandosi già dalle prossime settimane con iniziative di promozione a favore di quanti lavorano nel settore, con il fine di promuovere al massimo le provvidenze e le agevolazioni a cui gli artigiani già possono accedere, ma cercando un dialogo con le istituzioni che possa davvero confortare un mondo non sufficientemente tutelato e protetto, nonostante la sua storia, le sue potenzialità, la sua bellezza.”
Il consigliere regionale interpella il presidente Frattura per i gravi danni che ha subito l'agricoltura a causa delle forti grandinate
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(AGMnews) - Termoli (CB), 20 ago. Prima la siccità, poi la violenta grandinata che, sabato scorso, ha inferto il colpo di grazia al mondo agricolo del Basso Molise. Diversi i danni riportati, soprattutto agli oliveti. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale Salvatore Ciocca, che ha chiesto al presidente Paolo Di Laura Frattura e all’assessore Vittorino Facciolla di attivarsi nell’immediato per avviare le procedure necessarie a sostenere gli agricoltori. “È stata una stagione difficile per gli agricoltori bassomolisani – afferma Ciocca -. A rischio gli oliveti, ma i chicchi di ghiaccio hanno danneggiato anche le coltivazioni di pomodori e di tutte le altre colture della zona. La grandine è una calamità particolarmente temuta dagli agricoltori, perché mette a rischio gli sforzi di un anno di lavoro”. Il temporale, tra le altre cose, non ha risolto in poche ore il problema della siccità delle ultime settimane, perché l’acqua, caduta violenta e copiosa, non è stata assorbita dal terreno, caratteristica quest’ultima delle piogge continue e non aggressive. A subire i maggiori danni, i territori di Colletorto, San Giuliano di Puglia e Larino.“Per questo motivo – annuncia il consigliere -, ho richiesto formalmente al Presidente della Giunta regionale del Molise, Paolo di Laura Frattura, e all’assessore regionale all’Agricoltura, Vittorino Facciolla, di attivare le strutture regionali preposte, al fine di effettuare ogni sopralluogo propedeutico, sia agli accertamenti predetti sia nella predisposizione di un piano di sostegno integrativo agli agricoltori che hanno subito tali danni, ovviamente dopo aver quantificato quest’ultimi, affinché si possa avere celermente un quadro complessivo, quantitativo e analitico. Sono fiducioso che l’azione amministrativa e tecnica venga attivata quanto prima, al fine di poter affiancare gli agricoltori, che rischiano di perdere i proventi di un anno di lavoro e sacrificio nei campi”.
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(AGMnews) - Campobasso, 18 ago. La Fresilia e la Castellelce sono solo due esempi di una politica inconcludente che promette, annuncia e poi abbandona. Le due strade hanno un’importanza fondamentale per la circolazione in regione, ma dopo decenni sono ancora incomplete. Interrogazione M5S in Consiglio regionale. Una strada sterrata, mal tenuta, che termina all’improvviso, senza una meta: la foto che vedete in alto è il simbolo delle prospettive del Molise in tema viabilità. L’immagine riguarda la strada provinciale 163 ‘Castellelce’, di cui si parla addirittura dagli ’80 del secolo scorso e che dovrebbe collegare i paesi di Acquaviva Collecroce, Palata, San Felice Del Molise e Tavenna connettendo Bifernina e Trignina: le due principali arterie che attraversano verticalmente il Molise e portano al versante adriatico. La stessa importanza strategica ce l’ha la strada provinciale Fresilia, più a sud, fondamentale per l’area tra Frosolone, Sant’Elena Sannita, Civitanova del Sannio fino ad Agnone e decisiva per mettere in comunicazione l’area del beneventano, l’area industriale Campobasso-Boiano e l’Abruzzo oltre che per unire l’Altissimo Molise con Campobasso. Castellelce e Fresilia sono due opere fantasma, due eterne incompiute il cui completamento, tuttavia, viene ciclicamente annunciato dalle istituzioni. Volete un esempio? Marzo 2016, come annunciato in questo articolo la Regione Molise assicura il finanziamento di 2 milioni di euro per completare la Castellelce (intervento previsto nel Comune di San Felice del Molise) e la Provincia di Campobasso (bontà sua) concede il via libera. I sindaci delle aree interessate gongolano e chiedono l’appalto dei lavori entro il 30 giugno 2016. Dopo oltre 13 mesi, però, non si sa più nulla né dei soldi né dell’appalto. I 2 milioni di euro per la Castellelce sono previsti nella relazione tecnica del II Atto integrativo all’Accordo di programma quadro ‘Viabilità’ a valere sulle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2007/2013 del 16 novembre 2015, firmato a Roma dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, dall’Agenzia per la Coesione territoriale e dalla Regione Molise. Per la Castellelce, in verità, sono programmati anche altri 400 mila euro per lo studio geologico del I lotto – Santa Giusta (nei comuni di Palata, Tavenna, San Felice del Molise, Acquaviva Collecroce). Nella stessa relazione sono previsti anche gli interventi per la Fresilia martoriata dalle frane: 600 mila euro per la sistemazione del movimento franoso e il ripristino della viabilità tra i comuni di Frosolone e Casalciprano; altri 500 mila per la sistemazione del movimento franoso a protezione della galleria ‘Pesco Farese’ tra i comuni di Frosolone e Casalciprano; 900 mila euro per la sistemazione dei movimenti franosi adiacenti allo svincolo di Casalciprano e per la messa in sicurezza di tratti alterni ancora tra i comuni di Frosolone e Casalciprano. Anche per la Fresilia sono inoltre previsti altri 400 mila euro per lo studio geologico del tratto di completamento in direzione Sprondasino. Ricapitolando: grazie alle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, la Regione Molise programma sulla Fresilia 2 milioni e 400 mila euro e sulla Castellelce altri 2 milioni e 400 mila euro. A distanza di anni, quanti di questi soldi promessi sono stati erogati? Quali lavori sono stati portati a termine e quando finirà l’intero ciclo di interventi? Una cosa è certa: le due strade sono ancora incompiute e versano in condizioni pessime. La Castellelce, tra l’altro, è minacciata dall’omonimo fiume che sta ‘mangiando’ la sede stradale nonostante l’arteria sia trafficata da centinaia di persone ogni giorno. I portavoce M5S in Consiglio regionale Patrizia Manzo e Antonio Federico hanno depositato una interrogazione per capire lo stato dei lavori sia sulla Fresilia che sulla provinciale Castellelce. Nello specifico il MoVimento 5 Stelle Molise chiede di conoscere quali sono i tempi previsti per l’ultimazione delle opere, qual è lo stato di progettazione raggiunto e quali sono stati finora i costi esatti sostenuti per la progettazione delle due opere.
Stipulata l'intesa per la revisione delle reti stradali di interesse nazionale e regionale ricadenti in diverse Regioni italiane, tra cui il Molise.
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(AGMnews) - Campobasso, 09 ago. Come ratificato dalla Conferenza Unificata dello scorso 7 agosto, è stata sancita l’intesa sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per la revisione delle reti stradali di interesse nazionale e regionale ricadenti in diverse Regioni italiane, tra cui il Molise. Come definito dall’accordo, saranno gestite direttamente da ANAS poco più di 145 km di strade molisane che interessano 8 strade di grande utilizzo da parte dell’utenza. “Siamo particolarmente soddisfati di come si sia conclusa la trattativa con ANAS, ha affermato Nagni, considerato che si partiva da ben altro “range” chilometrico secondo le prime proiezioni che ANAS ci trasmetteva. Difatti, inizialmente la Società prevedeva di prendere in gestione dal Molise un numero di chilometri parecchio inferiore rispetto ai 145 km successivamente confermati, lasciando in capo alle Amministrazioni locali praticamente l’intero patrimonio viario regionale. Grazie al buon senso di tutti e  dopo una trattativa piuttosto articolata, condotta insieme alle due Province e ai loro tecnici,  siamo giunti al risultato attuale che vedrà le Province cedere diversi tratti di strade ad ANAS, distogliendole dall’obbligo di interventi e manutenzione divenuto ormai insostenibile per quegli Enti. La riorganizzazione stabilita ha seguito una serie di criteri oggettivi per l’individuazione delle strade da cedere, legati principalmente  all’utilizzo delle singole strade, alle urgenze in termini di interventi di manutenzione, al collegamento verso le arterie principali. Grazie a questo accordo, dunque, ha concluso Nagni, alcuni tratti torneranno a far parte della rete viaria nazionale, con evidenti vantaggi per la viabilità sia in termini di standard di sicurezza, sia di accessibilità alle aree interne, senza trascurare anche il risparmio in termini economici che tale riorganizzazione porterà alle economie regionali, oramai divenute le prime interessate nelle situazioni di ripristino o di manutenzione delle strade.”
L'ex primo cittadino di Termoli si sfoga contro il governo regionale per non aver detto parola o essere intervenuto al momento degli incendi in Basso Molise
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(AGMnews) -Termoli (CB), 26 lug. In queste ultime ore il Molise intero ha assistito alla totale indifferenza di chi rappresenta l’intera regione. Durante la situazione di emergenza che ha vissuto l’area di Termoli interessata dall’incendio di cui tutta l’Italia è a conoscenza, il governo regionale non ha manifestato una sola parola di conforto verso quei cittadini impauriti che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni (per fortuna solo in via precauzionale), non ha manifestato la benchè minima preoccupazione su quanto stava accadendo. Troppo occupato, quel governo, a sfilare alla festa di Sepino. Ma cosa ancor peggiore è che la Regione Molise non è in grado di intervenire a soccorso e a tutela dei cittadini perché quella macchina creata anche per questo tipo di emergenza, mi riferisco alla Protezione Civile del Molise, è stata distrutta proprio da questo governo regionale. Il governo Frattura in poche ore ha dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, tutta la sua inadeguatezza politica non solo attraverso i disastri provocati negli anni a danno e sulla pelle dei molisani, ma anche attraverso l’incapacità di porre in essere rimedi per uscire da questi stessi disastri. A Termoli è venuto meno il supporto delle istituzioni regionali, che saranno assenti in qualunque altra parte del Molise, con la latitanza in tutte le sue forme del presidente della Giunta regionale che è anche a capo della Protezione Civile intesa come quell’ente pubblico che svolge attività a tutela dell’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente da danni che persone o cose potrebbero potenzialmente subire in situazioni causate da disastri naturali o di altra natura. Conseguenza della scelta scellerata del governo Frattura che ha mandato al macero quanto di buono il nostro Molise aveva costruito per i suoi cittadini e per il suo intero territorio. 
A breve ci sarà la riforma delle aree protette in modo tale da gestire al meglio il Parco Nazionale del Matese
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(AGMnews) - Campobasso, 21 lug. Dopo 3 anni di esame, con audizioni e confronti con tutti i soggetti interessati, sta per arrivare a conclusione al Senato l’iter di aggiornamento della legge quadro sulle aree protette 394/91. Una riforma che contiene importanti novità rispetto al testo precedente, ma su cui restano alcuni dubbi e criticità. Una riforma che finalmente dopo trent’anni, dovrebbe regalare a Molise e Campania l’istituzione del Parco Nazionale del Matese. È oramai un fatto acclarato che per le popolazioni locali, il Parco Nazionale possa rappresentare una strategia unitaria di valorizzazione del massiccio, sul piano della promozione delle sue grandi potenzialità agro–alimentari, turistiche e ricreative, alla stregua di quanto avviene per altre aree che hanno saputo valorizzare questo aspetto di proposta di sviluppo territoriale. "Abbiamo appreso dalla stampa nei giorni scorsi che alcuni amministratori locali rilasciano dichiarazioni contrarie al progetto del parco, evocando ancora timori circa eventuali vincoli e limitazioni che calerebbero sul territorio. Abbiamo addirittura letto – continuano da Legambiente Molise - di scelte calate dall’alto, in aperta contraddizione con la scelta operata ormai da numerosi comuni, sia del versante molisano che del versante campano, che hanno deliberato a favore dell’intesa istituzionale per l'istituzione del Parco Nazionale del Matese ed hanno organizzato insieme a Legambiente gli stati generali del Matese. Il percorso - dal basso - da cui l’istituzione del Parco è partita! Dichiarazioni come queste ci lasciano abbastanza basiti, perché crediamo, oltre che nella bontà del progetto, nel fatto che le migliori risposte a qualsiasi dubbio in questo caso, siano quelle del coinvolgimento e della partecipazione delle popolazioni e degli amministratori. Per questo da tempo stiamo portando avanti una serie di incontri volti a chiarire ed affrontare ogni dubbio o paura che ancora persistono nelle popolazioni e/o nelle amministrazioni comunali coinvolte. Siamo a disposizione per illustrare l’iter procedurale di istituzione del parco e ragionare insieme alle amministrazioni su una proposta di perimetrazioni condivisa.”
In questi giorni il presidente Cotugno sta sperimentando tale settore all'interno di aziende casearie
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(AGMnews) - Campobasso, 15 lug. Un tour nel “Molise che produce” che il presidente del Consiglio regionale del Molise, Vincenzo Cotugno, sta effettuando in questi giorni per toccare da vicino le maggiori realtà agroalimentari regionali che contribuiscono ad esportare con grande vanto il “Made in Molise”. Le prime tappe nell’Altissimo Molise, dove soprattutto le aziende casearie rappresentano il fiore all’occhiello della produzione locale, fatta con grandi sforzi e sacrifici ma con risultati di tutto rilievo. “E’ straordinario lo sforzo compiuto da queste imprese per mantenere dei presidi produttivi in zone svantaggiate come l’Altissimo Molise” ha affermato il presidente Cotugno nel corso della sua visita “per di più aziende a conduzione familiare che quotidianamente riescono a produrre alimenti unici per qualità, genuinità e certificazione della provenienza. Per questi motivi sono grato a queste famiglie per avermi invitato a visitare le loro aziende, perché il compito delle Istituzioni è di far sentire la propria presenza, ascoltando le esigenze e le difficoltà che ogni giorno i cittadini sono costretti ad affrontare. Sono aziende che pur di mantenere standard elevatissimi affrontano spese maggiori per l’utilizzo di latte e prodotti autoctoni, e per questo abbiamo il dovere di assicurare loro forme di sostegno concrete! ”. Prima tappa nello stabilimento caseario della famiglia Di Nucci ad Agnone, conosciuta in tutta Italia per la produzione di caciocavalli e stracciate che danno lustro al brand gastronomico della nostra terra. Azienda Storica Nazionale, sempre ai primi posti delle più importanti competizioni nazionali ed internazionali, da generazioni continuano a lavorare i derivati del latte con le tecniche più naturali, capaci di infondere quel sapore unico ai loro prodotti. “In punta di piedi sono entrato in un santuario della produzione casearia molisana, dove dal latte rigorosamente molisano vengono prodotte delle vere e proprie opere d’arte per sapore e genuinità” il commento del presidente Cotugno al termine della visita nello stabilimento “I sapori della civiltà della Transumanza prendono vita dall’opera sapiente di questa famiglia che, di generazione in generazione, ha  fatto dei  formaggi a pasta filata uno dei brand gastronomici molisani più rinomati in Italia. Ringrazio l’amico Franco Di Nucci per avermi invitato e per avermi mostrato il Museo che da anni la sua famiglia cura e gestisce in memoria della civiltà dei Tratturi, un omaggio straordinario alla storia della nostra gente”. 
L'assessore Facciolla precisa che tale acconto è stato assegnato a giovani agricoltori
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(AGMnews) - Campobasso, 13 lug. Con riferimento all’articolo di stampa del Consigliere Nicola Cavaliere, l’Assessore alle Politiche Agricole, Vittorino Facciolla precisa quanto segue. Mi preme tranquillizzare il Consigliere sui pagamenti delle misure a superficie e sul rispetto della tempistica. Forse, al Consigliere, sarà sfuggito che le indennità compensative del Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020 sono state erogate lo scorso 23 giugno ed hanno riguardato oltre 1100 aziende molisane per un importo complessivo di 4 milioni di euro. Il pagamento per la misura dell’agricoltura biologica, come da nota stampa dell’assessorato, diffusa a seguito di un proficuo incontro con i rappresentanti Agea, è previsto entro il 14 agosto 2017 per le domande della campagna 2015, ed entro il 14 settembre 2017 per le domande della campagna 2016. Inoltre, aggiunge l’Assessore, le esigenze del mondo agricolo sono tra le priorità del Governo Regionale. Basti pensare che la Regione Molise è stata, ed è tutt’ora, la prima ed unica Regione ad erogare i pagamenti sulle misure strutturali della programmazione 2014/2020. Infatti, sempre il 23 giugno, è stato adottato da AGEA il decreto di pagamento per l’acconto del premio assegnato ai giovani insediati che ha consentito l’erogazione di ben oltre 3,2 milioni di euro a favore di oltre 90 giovani agricoltori. Altri pagamenti sono stati erogati da Agea all’inizio del mese di luglio relativi agli indennizzi per mancati redditi e per le manutenzioni degli imboschimenti per circa 500 mila euro. Risorse, quindi, che sono a beneficio del mondo agricolo.
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