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Una donna e due dei suoi figli avrebbe ingerito la sostanza tossica
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(AGMnews) - Campobasso, 11 set. Intossicazione da botulino. Tre persone, una donna di 51 anni e i suoi figli di 21 e 29 anni, di un paese della provincia di Campobasso, sono ricoverati al 'Cardarelli' di Campobasso, probabilmente per aver mangiato alimenti contaminati dalla pericolosa tossina. I tre sono stati portati in ospedale dopo che, al termine di un pasto, hanno avvertito gravi malori, che hanno subito fatto sospettare il botulismo. Sintomi che i medici ben conoscono, dalla visione distorta, alla nausea e alle vertigini, alla difficoltà a parlare, nei casi più gravi anche una paralisi muscolare progressiva. Una forma di avvelenamento, causata dalla tossina del clostridium botulinum, un batterio anaerobio (che cioè non ha bisogno di ossigeno), che si annida in conserve, sottoli o marmellate spesso preparate artigianalmente. Più raramente in prodotti industriali nei quali si sia verificato un errore nel processo di preparazione e conservazione. Ancora non è chiaro cosa abbia potuto determinare l'intossicazione. Sembra, infatti, che altre persone, pur avendo mangiato le stesse pietanze, non abbiano manifestato sintomi sospetti. La notizia è stata confermata dal direttore sanitario del Cardarelli Luigi Di Marzio, che ha disposto l’invio di campioni prelevati ai tre pazienti all’Istituto superiore di sanità, per svolgere analisi accurate. La donna e il figlio di 29 anni, che avrebbero già manifestato qualche segno di miglioramento, sono ricoverati nel reparto di Malattie infettive.  Il ragazzo di 21 anni, le cui condizioni sono più serie, in via precauzionale è stato trasferito in 'Rianimazione',  dove si trova in prognosi riservata. Ma restano tutti e tre sotto stretta sorveglianza medica.
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(AGMnews) - Campobasso, 08 set. Il Compartimento della Polizia Ferroviaria Puglia, Basilicata e Molise, nell’ambito delle direttive impartite dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza in relazione alla delicata situazione internazionale e in concomitanza con l’esodo e controesodo estivo, ha intensificato le attività di prevenzione e repressione di fenomeni illegali nelle zone sensibili degli scali ferroviari e in quelle limitrofe, nonché a bordo dei treni del trasporto regionale e della lunga percorrenza diurna/notturna,  avvalendosi per i controlli anche dell’ausilio  di unità cinofile antidroga e anti-esplosivo della Polizia di Stato. Dal 1° giugno al 31 agosto 2017, sono state controllate e identificate nr. 35.394 persone sospette, di cui 5.217 stranieri, dei quali 4 rintracciati in posizione irregolare sul territorio nazionale.
 
- 13 persone sono state tratte in arresto, di cui 8 stranieri;
 
- 36 le persone denunciate a piede libero all’Autorità Giudiziaria per la commissione di reati vari, di cui 9 stranieri;
 
- 114 le sanzioni amministrative elevate;
 
- rintracciate nr. 4 persone scomparse, tra cui 1 minore;
 
- sono stati, inoltre, effettuati 2.042 servizi di vigilanza nell’ambito degli Scali ferroviari viaggiatori e merci, mentre 171 sono stati quelli specifici di antiborseggio negli impianti F.S. e sui treni.
 
- su 782 treni viaggiatori del trasporto regionale e della lunga percorrenza diurna/notturna  (delle tratte Lecce-Bologna, Bologna-Lecce, Bari-Roma e  Roma-Bari) è stata assicurata la presenza di 458 pattuglie della Polizia Ferroviaria.
 
- 75 sono stati i servizi di pattugliamento lungo le linee ferroviarie per il contrasto dei furti di cavi di rame in esercizio in danno delle Imprese ferroviarie, con il controllo anche di depositi di materiale ferroso/rottamai, sottoposti a verifica amministrativa. 
 
Nell’ambito dei sopra indicati controlli, in data 12 agosto u.s., personale del Posto di Polizia Ferroviaria di Barletta traeva in arresto, in flagranza di reato, un barlettano, pregiudicato,  che, in quella piazza Conteduca, si rendeva responsabile di tentato omicidio nei confronti di un pregiudicato canosino. Il 30 agosto 2017, sempre il personale del Posto di Polizia Ferroviaria di Barletta arrestava, in flagranza di reato, un cittadino nigeriano, che, trovato sprovvisto di biglietto di viaggio, aggrediva il Capotreno dell’IC 703 (Roma-Bari), procurandogli la fratture delle costole. In data 19 agosto 2017, una pattuglia della Polizia Ferroviaria  notava una ragazza nigeriana che vagava all’interno della Stazione F.S. di Bari Centrale in evidente stato di difficoltà. Così  veniva sottratta dalla strada una giovane che era quindi accompagnata negli uffici della Polfer e rifocillata. La nigeriana riferiva di essere incinta e di avere un altro figlio piccolo temporaneamente affidato ad un’amica. Gli accertamenti consentivano di verificare l’esistenza di un provvedimento del Tribunale di Lecce a tutela della ragazza e del bambino con previsione di inserimento in una comunità. La ragazza veniva poi collocata in una casa protetta della provincia di Bari. In questo periodo, quindi, l’attività della Polizia Ferroviaria è stata improntata anche all’assistenza di persone in difficoltà, deboli, senza fissa dimora, che gravitano in ambito ferroviario, nonché verso i tanti viaggiatori, italiani e stranieri, che si sono rivolti agli uomini della Specialità per richieste di aiuto in relazione allo smarrimento di bagagli, documenti, telefoni cellulari, ecc., ma anche per essere rassicurati in ordine alle condizioni di sicurezza del trasporto ferroviario in generale. 
Un commissario che provveda alle entrate e alle uscite previste della Confcommercio Molise
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(AGMnews) - Campobasso, 05 set. Non sono bastati  tutti i gradi di giudizio per rendere esigibile il diritto al reperimento delle somme che il Consiglio di Stato ha riconosciuto al CAT PMI – Confcommercio Molise”. E’ quanto dichiara il presidente di Confcommercio Molise, Paolo Spina in merito alla prossima  nomina del Commissario ad acta da parte del Consiglio di Stato affinché, in luogo delle inadempienze della Regione Molise, si provveda al pagamento in favore del CAT PMI – Confcommercio Molise della somma, ad oggi  pari a 370.000 euro, a titolo di risarcimento del danno. "A fronte di transazioni concluse con estrema solerzia in altre occasioni – prosegue Spina – registriamo invece una caparbietà che ha determinato una lievitazione delle somme, a spese dei cittadini e delle imprese, con il reperimento coattivo ordinato dal Consiglio di Stato.” Ricordiamo che il CAT PMI aveva partecipato nel lontano 2011, unitamente ad altre imprese in RTI, ad una gara indetta dalla Regione per l’affidamento di servizi connessi alla formazione professionale per un importo a base d’asta di circa 11 milioni di euro; la gara poi veniva dalla Regione Molise revocata e il servizio veniva affidato alla Agenzia Molise Lavoro sull’erroneo presupposto che l’Agenzia fosse un organismo in house providing. Il CAT PMI, tramite l’avvocato Michele Coromano, impugnava davanti al TAR Molise la deliberazione di revoca della gara ottenendo sentenza favorevole che, annullando la deliberazione prevedeva la prosecuzione della gara per l’affidamento del servizio. Della vicenda veniva investito il Consiglio di Stato che, con una importante sentenza con cui ha inteso mettere ordine nella complessa materia dell’ in house providing - pubblicata su molte riviste specialistiche -, rigettava l’appello della Regione e accoglieva l’appello incidentale proposto dal CAT PMI per ottenere - al posto della prosecuzione della gara - il risarcimento del danno per equivalente. Seguivano tutta una serie di infondate eccezioni da parte della Regione sulla interpretazione della sentenza e sulla quantificazione del danno, tanto che il CAT veniva costretto a proporre un nuovo ricorso al Consiglio di Stato per l’ottemperanza; tuttavia, nonostante la sentenza del maggio 2017 che ha definito il giudizio di ottemperanza prevedesse la immediata corresponsione dell’importo liquidato in circa 370 mila euro oltre alle spese legali, la Regione si è resa ancora inadempiente costringendo nuovamente il CAT ad adire il Consiglio di Stato per la nomina del Commissario ad acta.  
Manzo e Federico hanno segnalato la questione anche in Consiglio regionale tramite interrogazione
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(AGMnews) - Campobasso, 02 set."È assurdo dover parlare di una Regione che, addirittura in modo pratico, sembra frenare i molisani in cerca di lavoro. Diverse segnalazioni confermano i disagi al Centro per l’impiego, che il MoVimento 5 Stelle Molise ha denunciato in una interrogazione già lo scorso 11 agosto. Il problema sarebbe il mancato aggiornamento delle banche dati rispetto ai criteri dettati dalla nuova legge in tema, la 150 del 2015. Il Centro per l’impiego non avrebbe adeguato i dati di tutti i cittadini iscritti come invece dettavano le nuove linee guida risalenti addirittura al novembre 2016. In pratica si starebbe utilizzando la nuova norma solo per gli utenti che si recano di persona al Centro per l’impiego e così molti cittadini si ritroverebbero con un’anzianità azzerata, che parte solo dal mese di agosto. In questo modo, quindi, verrebbero riconosciuti stati di disoccupazione a persone che non ne hanno titolo e verrebbero negati a chi il titolo ce l’ha. C’è da dire che a marzo 2016 il Centro per l’impiego aveva chiesto fondi alla Regione Molise proprio per l’ammodernamento del sistema informatico, ma visti i continui disservizi, oltre tre settimane fa il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere al governatore Frattura se i fondi richiesti sono stati erogati e se i software sono funzionanti. Il presidente è rimasto in silenzio forse perché, alla luce dei disagi e delle proteste, la risposta sembra chiara."
Coldiretti chiarisce la sua posizione in merito all'accordo Ceta sull'esportazione/importazione dei prodotti tra Europa e Canada
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(AGMnews) - Campobasso, 25 ago. A distanza di qualche giorno da notizie apparse su alcuni “media” regionali, Coldiretti Molise pur non volendo minimamente entrare nella querelle di sapore preelettorale che sta obiettivamente montando man mano che si avvicina la scadenza delle elezioni regionali, intende presentare alcune necessarie precisazioni, per amore della verità, senza alcun spirito di polemica. Come infatti ha più volte denunciato all’opinione pubblica Coldiretti, unica organizzazione professionale agricola nel silenzio assordante più totale, l’accordo Ceta prevede l’invasione in Europa di prodotti ufficialmente provenienti dal Canada, ma che invece hanno origine in tutti quei Paesi nord americani che hanno firmato accordi economici (“Nafta” in primo luogo) con il governo canadese. Invasione che minaccia di approfittare di tale accordo per porre in essere una concorrenza sleale nei confronti di tutto ciò che rientra nel “made in Italy”. Tale accordo è passato a maggioranza in sede di Parlamento Europeo. Coldiretti ricorda inoltre, sempre per amore di verità, che la maggioranza degli europarlamentari italiani presenti per quella occasione in aula, si espresse contro la ratifica di tale accordo. Va obbiettivamente precisato altresì che lo stesso PD non è mai stato ufficialmente favorevole nella sua interezza alla ratifica di tale famigerato accordo: dei 22 parlamentari di quel partito presenti al momento della votazione, infatti, 13 si espressero favorevolmente all’accordo in parola, ma 9 votarono in dissenso. Va precisato inoltre che il Molise è una delle 12 regioni che sino ad ora hanno approvato in Italia l’ordine del giorno a sostegno della mobilitazione della Coldiretti. E’ quindi in ottima compagnia, dal momento che al suo fianco ci sono Regioni quali il Lazio e il Veneto, quest’ultimo governato dall’ex ministro all’agricoltura, il leghista Zaia. “Non mi sembra di vedere – afferma il delegato confederale di Coldiretti Molise, Eugenio Torchio – 12 governatori regionali, altrettante giunte e consigli regionali, tutti con il taccuino in mano a prendere ordini dalla Coldiretti nazionale. Si tratta – continua Torchio – invece di una solidarietà espressa a nome di questi territori, mentre altre Regioni nel frattempo si accingono a fare altrettanto, in maniera trasversale nell’intero arco partitico e parlamentare italiano”. Ne è prova, continua Coldiretti, la circostanza che sul palco della manifestazione nazionale promossa dall’organizzazione il 5 luglio a Roma, davanti a Montecitorio, al fianco del vicepresidente regionale ed assessore Facciolla, c’erano anche, tra gli altri, i suoi colleghi assessori al ramo del Lazio e del Piemonte, Hausman e Ferrero, oltre al presidente della Regione Veneto, Zaia, che per la circostanza parlò a nome delle 20 Regioni italiane in quanto coordinatore del tavolo della Conferenza Stato–Regioni. In quella occasione sul palco sfilarono rappresentati politici nazionali di tutti i partiti, da Tremonti a Fratoianni, passando per Meloni e Oliverio. Sono inoltre innumerevoli le Provincia italiane che al momento hanno approvato l’odg di Coldiretti (in Molise entrambe le Province di Campobasso e Isernia) mentre il numero dei comuni che hanno fatto altrettanto supera largamente quello dei 1000. Per il Molise hanno già deliberato oltre una settantina di Comuni, retti da coalizioni, di centrodestra, centrosinistra o più semplicemente da liste civiche indipendenti. “Coldiretti Molise ha voluto ringraziare direttamente uno per uno tutti i sindaci, oltre che i presidenti delle Provincie ed il governatore regionale – afferma il direttore regionale Saverio Viola -. Nei prossimi giorni, alla ripresa dalle ferie, provvederemo a pubblicare l’elenco di tutte le Amministrazioni e le Istituzioni molisane che hanno adottato tale provvedimento”. A parere di Coldiretti Molise il dato regionale e quello nazionale vogliono significare una circostanza assolutamente inconfutabile: i rappresentanti dei territori, in maniera assolutamente trasversale sul piano politico, proprio in quanto interpreti delle esigenze dei propri cittadini, hanno inteso dimostrare fattivamente la loro vicinanza a Coldiretti che in questo momento si è fatta carico di guidare la campagna per il riconoscimento della distintività dei prodotti dell’agroalimentare italiano nei confronti di quanti invece, più o meno coscientemente, stanno dissipando tale valore sull’altare della globalizzazione dei mercati. E di tutto questo Coldiretti ne terrà conto, sempre e dovunque, in ogni circostanza. Tanto per fare alcuni esempi, Coldiretti non farà passare in silenzio azioni come quella del ministro Martina e del Governo Italiano che prima per il latte ed i suoi derivati, ed ora per la filiera del grano e della pasta, hanno posto in essere le procedure per l’indicazione obbligatoria in etichetta del Paese di origine e di quello della lavorazione dei prodotti. Nè passeranno altrettanto inosservati i provvedimenti sull’IMU, l’Irap, l’Iva e l’Irpef in agricoltura che il Governo Nazionale ha assunto in quest’ultimo biennio. 
Coldiretti ne terrà conto, come si diceva, in ogni fase, dal momento che nel suo DNA è scritto che da oltre 20 anni ha abdicato da ogni colleganza politica con i partiti, ma di volta in volta terrà conto delle posizioni di quanti agiscono in favore dei legittimi interessi dei propri associati, e ancor prima della categoria, e innanzitutto della salute dei consumatori. Cioè di tutti i cittadini italiani. 
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(AGMnews) - Campobasso, 22 ago. Vaccinazioni e iscrizioni a scuola, “La parola d’ordine è evitare il caos”, quello che si sta creando a seguito della nuova legge che disciplina il delicatissimo argomento. Per il sindaco di Campobasso Antonio Battista la questione va risolta senza andare a sovraccaricare i genitori dei piccoli “questi ultimi a mio parere - spiega il primo cittadino - dovrebbero essere tutelati e non discriminati. Mi piacerebbe che passasse un messaggio improntato sul dialogo per rendere meno complicato possibile l’accesso dei bimbi nelle scuole della città. Allo stesso tempo, e in linea con quanto sostiene il presidente nazionale dell’Anci, ritengo che non si possa scaricare sulle istituzioni scolastiche o sui genitori il gravoso peso legato alle certificazioni o alle autocertificazioni da esibire. Sarebbe opportuno, come suggerisce lo stesso Decaro, se le scuole fornissero gli elenchi dei bimbi alle Asl e queste ultime controllassero le relative vaccinazioni dei piccoli. Un percorso molto più lineare e che tra l’altro permetterebbe al personale della Asl, assolutamente qualificato in materia, di fare un puntuale controllo evitando allo stesso tempo di affidare al personale scolastico comunale un’incombenza per la quale non possiede l’adeguata competenza. Credo che si possa seguire l’esempio di realtà dove questo ‘dialogo’ tra Istituzioni Scolastiche e Asl è stato attivato”.
A darne notizia è il presidente della Rete di imprese di pesca basso Cannarsa
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(AGMnews) - Campobasso, 21 ago. Basso Cannarsa, presidente di MA.MOL.AB, la Rete di imprese di pesca del Medio Adriatico, lo dice chiaro: le imprese ittiche sono allo stremo e adesso arriva anche il periodo del fermo pesca. “Ultima settimana di pesca. Mancano solo 4 giorni di lavoro per le imprese di pesca operanti tra San Benedetto del Tronto e Termoli. Dal 26 agosto 2017 si fermeranno fino all’8 ottobre. Sei settimane di fermo obbligatorio, di cui quattro forse retribuite. Si, forse; perché se in passato all’obbligo dell’arresto dell’attività lavorativa era previsto un indennizzo per le imprese e una cassa integrazione per i marinai padri di famiglia, oggi invece l’indennizzo ha lasciato posto ad un possibile premio da conseguire in stile “terno a lotto” in un sistema “a gara” con spade di Damocle pendenti e retribuzione “a pagherò” forse e non si sa quando, forse tra due anni (come sta succedendo per il fermo 2015) sempre se tu nel frattempo non abbia pescato accidentalmente 2 casse di merluzzi da 18 centimetri anziché 20 o un pesce spada in tempi sbagliati. Poco importa se l’indennizzo è relativo al 2015 quando comunque l’impresa è stata costretta a fermarsi e le famiglie ad indebitarsi per autofinanziarsi. La cassa integrazione è sparita, lasciando posto ad un indennizzo di 30 € lordi al giorno, senza una espressa previsione sugli oneri contributivi, senza un preciso meccanismo di erogazione. E nel frattempo? Nel frattempo, tali imprese di pesca sono costrette a fermarsi nonostante non sia stato pagato il fermo pesca 2015! nonostante le roboanti “annunciazioni – annunciazioni ” giunte da Roma nella risolutiva riunione del 07 luglio 2017 e proclamate da rappresentanti di categoria vicini al palazzo ma lontani dalla realtà. Forse solo circa 100 imprese di pesca sulle 1269 ammesse nella graduatoria parziale dei soggetti ammessi all’aiuto vedranno accreditarsi l’indennizzo, identificate con un dubbio criterio; per le altre nessuna informazione in merito”.
Una grave emergenza che induce l'Avis a lanciare un appello alle persone donatrici di sangue a compiere un gesto di solidarietà per il rpossimo
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(AGMnews) - Campobasso, 17 ago. La necessità di sangue è un problema quotidiano, ma in estate si accentua il fabbisogno crescente, per l’ assenza dei donatori abituali causa ferie ma anche a causa di incidenti, più frequenti in estate. L’Avis Comunale di Campobasso “Nicola Scarano”, con il Presidente Eugenio Astore e tutto il Consiglio Direttivo, più degli anni precedenti, si è mobilitata per  riuscire a soddisfare, tramite il Centro Trasfusionale dell’Ospedale Cardarelli,  richieste della Fondazione Giovanni Paolo II. Ora però la situazione in questi giorni è peggiorata tanto che il Centro Trasfusionale non avendo un adeguato numero di sacche di sangue, ha dovuto comunicare l’indisponibilità a fornire le sacche, con conseguente chiusura delle sale operatorie sia del Cardarelli che delle Fondazione. L’Avis ricorda che “vista la criticità del momento invitiamo tutti coloro che possono farlo: uomini e donne maggiorenni, in buona salute, a recarsi presso il Centro Trasfusionale dell’Ospedale Cardarelli,  a digiuno,  per compiere un atto d’ amore verso gli altri, una scelta di solidarietà sociale, compiuta attraverso un gesto semplice ma fondamentale che può salvare la vita di molte persone e tutelare la propria salute”.
Le indagini della polizia chiariscono tutto:”Solo un equivoco”
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(AGMnews) - Campobasso, 14 ago. Smentito dagli accertamenti della Polizia il tentativo di rapimento di un bambino in un centro commerciale di Campobasso. Lo hanno accertato le indagini compiute dalla Squadra Mobile. Infatti: “La Polizia di Stato –all’esito degliaccertamenti svolti in merito al presunto tentativo di rapimento di un bambino in data 06.08.2017 presso un noto centro commerciale di Campobasso e di cui si è occupata la stampa nei giorni scorsi – può con assoluta certezzaescluderechetalereato siamaistato commesso.Leconclusionicuigiungevala Squadra Mobile all’esito delle indagini svolte erano nel senso di una percezione di un fatto occorso ad un bambino di sei anni da parte di un genitore giustamente in apprensione che ha erroneamente interpretato l’atteggiamento di un cittadino straniero richiedente asilo, il quale si sarebbe avvicinato al minore con l’intenzione di salutarlo con un “batticinque”esuscitando la paura da parte di questiche hascambiato taleapproccio con un tentativo di rapimento. I fattisono iseguenti: Nel tardo pomeriggio dello scorso 6 agosto, una famiglia composta da padre, madre ed un bambino di sei anni si recava al centro  Denunciato ilconducente del furgone commerciale per fare la spesa. Dopo aver girato per negozi, i tre entravano nel supermercato. Il padre raggiungeva il reparto utensili, mentre la madre col minore si portavano nel reparto bevande. Mentre la donna era intenta a prelevare dallo scaDale un prodotto, il bambino che era nel corridoio di fronte allo scaDale parallelo, vedeva giungere una donna straniera e due uomini. Uno dei due immigratiapprocciavailminore(come usualeallaculturaafricana)con un saluto ed unastretta dimano. Il bambino, però,spaventato,si ritraeva aDermando di non voler andare con lui. La madre del minore, sentendo il figlio esprimersi in quel modo, si girava e percepiva cheil bimbo erain pericolo, interpretando quell’approccio come un tentativo di rapimento del bambino. La Squadra Mobile visionava le immagini delle telecamere ad alta definizione del Centro Commerciale, acquisiva le dichiarazioni dei testimoni, identificava gli stranieri e verificava la loro versione che, posta anche in relazione alle dichiarazioni della madre del piccolo, escludevachesi potessetrattare di un tentativo disottrazione delminoreallamadreesercentelaresponsabilitàgenitoriale  Purgiustificando l’apprensione di quellamadreecomprendendo lo spavento del bambino,si può però concluderechesisiatrattato soltanto di un equivoco chiarito nelgiro di qualche ora.
Lo rende noto il presidente dell'Acem Corrado Niro
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(AGMnews) - Campobasso, 04 ago. L’ACEM esprime soddisfazione per lo sblocco di 20 milioni di euro per il pagamento dei lavori pubblici  e di 26 milioni di euro per la ricostruzione post sisma, di cui 13 milioni a seguito della rendicontazione ed altri 13 anticipati dalla Regione su richiesta dell’ACEM stessa, avanzata nel corso delle numerose riunioni svoltesi le scorse settimane con il Governatore Frattura e le strutture tecniche. “Rivendichiamo i giusti meriti per i risultati ottenuti – dichiara il Presidente  Corrado Di Niro – che sono il frutto di un lavoro assiduo ed ininterrotto fatto dall’ACEM con  la Regione,  ma ora chiediamo la massima celerità e collaborazione da parte degli enti appaltanti e delle strutture preposte nella predisposizione dei mandati e nelle liquidazioni, perché le imprese sono allo stremo ed  hanno urgente bisogno di riscuotere prima di ferragosto”.
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