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Petraroia espone le sue opinioni in merito al provvedimento varato dalla Camera dei Deputati sulla legittima difesa
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(AGMnews) - Redazione, 06 mag. Il provvedimento varato dalla Camera dei Deputati in tema di sicurezza si inserisce nel novero culturale delle formazioni politiche di destra che sostengono con chiarezza il diritto naturale delle persone a difendersi da sé con ogni mezzo e anche col ricorso alle armi se necessario. Nulla da eccepire sul fatto che ci siano partiti conservatori che teorizzano uno Stato leggero che si occupi di meno cose possibili e che deleghi direttamente ai cittadini un insieme di funzioni, da svolgere anche attraverso imprese private seguendo le regole del mercato, e quindi della domanda e dell’offerta. La cultura politica di destra è riuscita a preservare negli Stati Uniti il diritto dei cittadini ad acquistare ogni tipo di armi nei supermercati e ha promosso l’istituzione di carceri private, ronde private e aziende di vigilanza privata che operano nella più grande democrazia del mondo approcciando la questione sicurezza con le regole del mercato. A questa impostazione valoriale si contrappone una visione cristiana, socialista e garantista, che rifiuta la violenza come strumento di risoluzione dei contenziosi e affida la  “ pubblica “ sicurezza allo Stato. Chi si colloca in questo solco culturale diffida dall’uso indiscriminato delle armi come strumento di difesa personale, ne sostiene la limitazione delle vendite e assegna alle Forze dell’Ordine il controllo del territorio, e l’attività di vigilanza, prevenzione e repressione dei reati. Il cedimento che si è registrato alla Camera dei Deputati conferma la regressione dei principali partiti italiani sul terreno delle pulsioni violente che serpeggiano con un crescente allarmante tra i cittadini, ed anziché rimuovere le cause a monte che determinano il venir meno della sicurezza scivolano sul terreno paludoso della giustizia fai da te, come se sparare ad un uomo fosse equiparabile ad un qualsiasi altro reato. Eppure basterebbe poco per garantire sicurezza nelle periferie, sul territorio e alle persone, senza arrendersi all’idea malsana che ciascuno debba essere obbligato ad attrezzarsi autonomamente. Per sintesi mi soffermo su due misure, tra le molteplici che potrebbero essere perseguite per potenziare le Forze di Polizia, agevolare l’attività della Magistratura e intervenire negli Istituti Penitenziari per restituirli alla funzione di rieducazione e reinserimento sociale dei detenuti. La prima si riferisce all’Arma dei Carabinieri che conta una rete sterminata di Stazioni presenti nel 40% dei comuni italiani, ma che da qualche lustro sono state declassate a svolgere solo orari d’ufficio, demandando il pronto intervento solo alle Compagnie Territoriali che ne sono poche e nelle ore notturne possono assicurare se tutto va bene una sola auto di pattuglia. Sarebbe sufficiente mettere in condizioni le Stazioni Carabinieri di operare sul territorio di competenza con un servizio continuo per dare maggiori garanzie di sicurezza ai cittadini interessati. L’altra misura che mi limito ad evidenziare in modo sommario si riferisce alla certezza delle misure cautelari per coloro che vengono arrestati in flagranza di reato evitando che gli stessi utilizzino il carcere come una porta girevole, tornando a delinquere sapendo di godere di una sostanziale impunità. Il Parlamento scelga di adottare provvedimenti che restituiscano le Forze dell’Ordine alla priorità dell’azione di vigilanza e controllo del territorio in modo costante e capillare, e che trattengano negli Istituti di pena i recidivi e coloro che commettono e perpetuano reati contro le persone e contro il patrimonio. E si ponga attenzione al fatto che chi si appresta ad un furto o ad una rapina andrà pronto e meglio armato, nel mentre il derubato non sa come muoversi e sarà preso sempre alla sprovvista.

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La redazione augura a tutti voi lettori una felice e serena Pasqua

L’app di messaggistica istantanea introdurrà la possibilità di cancellare i messaggi inviati: Ecco quando si potrà fare.
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(AGMnews) – V.G. -  Isernia, 06 Apr.   Sarà introdotta la possibilità di cancellare i messaggi inviati, purché lo si faccia entro due minuti e a patto che il destinatario non li abbia ancora letti. Attualmente W. App consente di eliminare “parzialmente” i messaggi inviati, che possono essere cancellati dalla propria chat, ma rimangono su quella di chi l’ha ricevuti. Il mittente, dunque, in questo momento può riceverli e rimangono registrati sul server di W.App. WhatsApp per sopperire al problema starebbe dunque lavorando su una nuova modalità di "revoke" che ci consentirà di eliminare i messaggi inviati solamente entro 120 secondi dal momento in cui li avremo spediti.  In un primo momento si era pensato di lasciare agli utenti 29 minuti per avere la possibilità di cancellare quello che si era scritto, ma poi il lasso di tempo è diminuito fino a 2 minuti. Rimane il dubbio, invece, se con la nuova versione di W. App, una volta cancellato un messaggio, sulla schermata dell’utente a cui era stato mandato comparirà un avviso di cancellazione o meno.
 
L’annuale congresso dopo le celebrazioni per il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma
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(AGMnews) - Redazione, 29 mar. Tanti i big attesi a La Valletta, la capitale maltese:  dai capi di Stato e di governo di area popolare, ai principali leader politici nazionali iscritti al Partito Popolare Europeo, tra cui Silvio Berlusconi. Presente anche l’eurodeputato molisano Aldo Patriciello, che parteciperà ai lavori insieme alla delegazione dei deputati forzisti al Parlamento Europeo. "Il prossimo congresso assume un’importanza del tutto particolare – ha detto Patriciello. Siamo dinanzi ad un momento decisivo: possiamo scegliere un'Europa più frammentata oppure decidere di invertire la rotta, riplasmare l'Europa per adattarla al ventunesimo secolo e raggiungere risultati per dare risposte alle preoccupazioni dei nostri cittadini. Noi del Ppe siamo certamente a favore della seconda ipotesi. Da una prospettiva più ampia – ha spiegato l’eurodeputato azzurro -  l'integrazione europea è stata un successo. In questo periodo di continue crisi, è importante esserne consapevoli. L'Unione ha garantito pace, democrazia e prosperità ai suoi cittadini e agli Stati membri per quasi 70 anni. Si tratta tutt’ora del risultato politico più rilevante raggiunto nella storia al servizio della popolazione del nostro continente. Abbiamo migliorato il mercato unico e consentito la libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali tra Stati membri – ha aggiunto Patriciello. Abbiamo inoltre creato un'unione monetaria e l'abbiamo difesa dalle sfide di un crisi economico-finanziaria globale. Abbiamo ritrovato la strada della crescita economica e del consolidamento fiscale in quasi tutti i Paesi del continente. Inoltre, siamo riusciti ad attirare molti altri Stati membri. Dovremmo essere orgogliosi dei risultati raggiunti ed evidenziarli più spesso. Non possiamo tuttavia darli per scontati e dobbiamo imparare dai nostri errori. È chiaro però che le sfide di oggi rendano necessario un cambio di passo. Di questo siamo tutti consapevoli. Attualmente, l'Unione attraversa un periodo difficile, come i nostri Stati membri e le rispettive democrazie. Le idee che hanno contribuito ad una democrazia liberale e assicurato la coesione sociale sono messe a dura prova in un mondo nuovo pieno di incertezze di ogni tipo. Perciò credo che questi giorni a Malta siano molto importanti: è da qui che deve partire una nuova stagione per il futuro dell’Europa. È da qui – ha concluso l’europarlamentare molisano -  che bisogna iniziare a difendere, tutti insieme, i valori e gli interessi europei. Unità nella diversità, questa è la nostra visione comune”. 
Luigi Spina originario di San Polo Matese ha messo a repentaglio la propria vita per salvare una donna
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(AGMnews) - Redazione, 02 mar. La sua storia ha fatto il giro del mondo, contribuendo a diffondere l’immagine positiva del Molise. Luigi Spina, il 24enne di San Polo Matese che è stato accoltellato nel tentativo di difendere una donna, in Australia è considerato un eroe. Lui stesso ha postato su facebook una foto dall’ospedale per rassicurare genitori e parenti che a Bojano hanno appreso la notizia. Oggi in Australia, Luigi Spinaè stato il personaggio del giorno, considerato un vero eroe. Il giovane cuoco molisano ha infatti salvato una donna aggredita da un uomo con un coltello e, nella colluttazione, è stato colpito da un fendente allo stomaco. Luigi Spina, la foto postata su facebook dal letto di ospedale. Lo chef, che con un diploma in ragioneria ha già girato mezzo mondo,si era trasferito prima in Inghilterra e inCanada prima di arrivare inAustralia. Venerdì sera aveva appena finito di lavorare al Crown’s Gradi di Melburne, un ristorante italiano sulla Yarra Promenade, quando si è accorto dell’aggressione ad una donna che stava passeggiando a pochi metri da lui. Una zona di negozi e ristornati di lusso, dominata dal CrownCasino frequentato anche da molti italiani. Quando ha notato la scena dell’aggressione, Luigi non ci ha pensato due volte e si è frapposto tra l’uomo e la donna. Una prima coltellata lo ha raggiunto ad unamano, la seconda al corpo, all’altezza dello stomaco. Il giovane cuoco bojanese è caduto a terra e l’uomo, descritto dalla donna aggredita alto 1,80 e con addosso una t-shirt bianca un cappellino e scarpe da ginnastica è tutt’ora ricercato dalla polizia. E la stessa donna aggredita e di fatto salvata da Luigi Spina ha dichiarato alla tv australiana di voler ringraziare questo giovane ragazzo che non può essere altro che considerato un eroe che ha messo a repentaglio la propria vita per salvarla. Una storia che ha fatto anche il giro di Bojano e degli ambienti legati a Luigiche ora tutti aspettano di poter riabbracciare. 
Maggior sviluppo all'agricoltura con prospettive future e maggior crescita di produttività
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(AGMnews) - Redazione - 08 feb. “Nei campi, in tutta Europa, è in corso una rivoluzione culturale e silenziosa, a noi il compito di amplificarne la voce e le necessità. Ha come base un agricoltore nuovo, moderno, in una parola connesso. Il nostro traguardo è un programma europeo per l’agricoltura, che sia capace di guardare al futuro, con l’innovazione al centro delle sue strategie e che non trasformi gli adempimenti in carichi burocratici per le imprese agricole. Negli ultimi dieci anni, secondo i dati di Farm Europe,la crescita della produttività agricola è diminuita del 54%; il quadro delle politiche europee deve rilanciare le strategie e gli investimenti in tutta la food chain” Lo ha affermato il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, presidente del Global Food Forum 2016, consegnando al commissario Agricoltura e Sviluppo Rurale, Phil Hogan le conclusioni tratte in occasione del GFF di Pavia. L’incontro di oggi è stato patrocinato dall’europarlamentare francese Michel Dantin e ha previsto la presentazione ai parlamentari europei dei risultati del primo Global Food Forum dello scorso ottobre, che aveva riunito più di 200 alti rappresentanti di Istituzioni europee e nazionali, Amministrazioni,  Organizzazioni agricole, società dell’agroalimentare ed esperti del settore. Con la Pac del futuro alle porte non si può perdere l’occasione di rendere possibile, attraverso regole semplici ed innovative, quella rivoluzione culturale, ma anche economica, che già è in atto e riguarda un gran numero di imprese e ampia parte del territorio. Oggi la spesa per la politica agricola comune, circa 50 miliardi di euro, è indirizzata a 10,8 milioni di aziende agricole e 174,6 milioni di ettari di superficie agricola, il 40 per cento circa del territorio dell’UE. “Va affrontata con coraggio – ha sottolineato Guidi - quella che per noi dovrà essere una nuova strategia economica per l’agricoltura europea. L’agricoltore deve esserne l’artefice, non subire passivamente decisioni che non tengono conto della realtà delle nostre aziende, delle nostre imprese, delle nostre cooperative. E se la capacità di previsione e la visione strategica, sono sicuramente elementi che devono essere essenzialmente propri dell’imprenditore, certezza e fiducia sono elementi che dipendono anche da politiche efficaci ed efficienti. E’ su questo che credo dobbiamo lavorare, da subito e poi anche in vista del “post 2020””. “La sostenibilità ambientale - ha detto Guidi -  è un elemento connaturato agli interventi di politica agricola. E chi lo può sapere meglio dell’agricoltore che convive con il suolo, con l’ambiente, con l’acqua, che fa impresa proprio grazie agli elementi naturali che quotidianamente protegge, attraverso lo svolgimento della propria attività? Purtroppo ogni anno, sempre secondo Farm Europe, l’Europa perde 300mila agricoltori e un milione di ettari e questo certo limita la sostenibilità ambientale. Ma deve essere soprattutto frutto di uno sviluppo sostenibile complesso, basato sull’innovazione. I progressi tecnologici nel settore agricolo creano nuove opportunità per le politiche europee in materia di ambiente e sostenibilità. La sostenibilità ambientale deve essere caratterizzata, indicizzata e calata al livello aziendale, contestualizzata alla tipologia di business ed al luogo in cui si fa agricoltura, il territorio. E allora prima di pensare alla sostenibilità ambientale in termini di penalità a carico delle imprese si potrebbe iniziare a ragionare su una premialità per quello che l’azienda fa, a seconda dell’obiettivo che si persegue, e anch’esso deve essere “dinamico””. Il presidente di Confagricoltura ha anche ricordato che tutto s’intreccia e nulla può prescindere anche da regole chiare e trasparenti, che regolino le relazioni all’interno della catena alimentare. A partire dalla valorizzazione dei prodotti da realizzare con il maggiore equilibrio all’interno della filiera agroalimentare, che passa attraverso un aumento del valore aggiunto dei prodotti grazie anche all’innovazione dei processi produttivi. “Ragioniamo su obiettivi piuttosto che su sistemi impositivi e sanzionatori, che si sono dimostrati di dubbia efficacia anche perché dall’applicazione molto complessa. Si parla di smart farming perché è l’agricoltore stesso, oggi, ad essere smart. Diamogli gli strumenti – ha concluso Guidi - per consentirgli di coltivarla e svilupparla questa intelligenza. A partire da una futura Pac più Europea, pur nel rispetto delle diversità”.
L'Inps detta le istruzioni per l'accesso alla salvaguardia dei lavoratori che hanno fruito dell'indennità di mobilità ordinaria o dello speciale trattamento edile.
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(AGMnews) - Redazione - 04 feb. La cosiddetta “ottava salvaguardia” è un nuovo provvedimento legislativo contenuto nella legge 232/2016, legge di stabilità 2017, che consentirà anche a molti cittadini molisani di mantenere in vigore, in via eccezionale, le vecchie regole di pensionamento vigenti sino al dicembre 2011, a determinati soggetti in condizione di difficoltà. Ciò determina, pertanto, la possibilità, per tali persone, di andare in pensione prima delle regole attuali, sfruttando la vecchia pensione di anzianità. Il Patronato EPACA della Coldiretti ricorda, a quanti sono interessati, che scade il 2 marzo prossimo il termine per la presentazione della domanda da parte degli aventi diritto e che gli uffici di patronato sono a disposizione per l’adeguata consulenza e assistenza per i lavoratori coinvolti. Come riporta il Patronato EPACA Provinciale di Campobasso, l’ottava salvaguardia tutela 30.700 lavoratori rimasti senza stipendio e senza pensione dopo la Riforma pensione del 2011 e non ancora tutelati dalle precedenti salvaguardie.  Tale salvaguardia avverrà nel rispetto del contingente numerico stabilito per ciascuna categoria di lavoratori, e nel limite massimo di 137 milioni di euro per l’anno 2017, 305 milioni di euro per l’anno 2018, 368 milioni di euro per l’anno 2019, 333 milioni di euro per l’anno 2020, 261 milioni di euro per l’anno 2021, 171 milioni di euro per l’anno 2022, 72 milioni di euro per l’anno 2023, 21 milioni di euro per l’anno 2024, 9 milioni di euro per l’anno 2025 e 3 milioni di euro per l’anno 2026. In particolare, sul territorio nazionale, il provvedimento tutelerà:
11.000 persone in mobilità o trattamento speciale edile a seguito di accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011. Nel caso in cui i lavoratori provengano da aziende cessate, o interessate dall’attivazione, precedente alla data del licenziamento, di procedure concorsuali come fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria o amministrazione straordinaria speciale, anche in mancanza di accordi governativi o non governativi stipulati entro il 31 dicembre 2011. Altri requisiti richiesti sono la cessazione dall’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2014, perfezionamento dei requisiti per la pensione entro 36 mesi dalla fine della mobilità o dell’indennità, anche mediante versamento di contributi volontari.
9.200 persone autorizzate alla prosecuzione volontaria prima del 4 dicembre 2011, con almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile al 6 dicembre 2011: decorrenza della pensione entro il 6 gennaio 2019. 
1.200 persone autorizzate alla prosecuzione volontaria prima del 4 dicembre 2011, anche senza un contributo volontario accreditato o accreditabile al 6 dicembre 2011: devono avere almeno un contributo accreditato derivante da effettiva attività lavorativa nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 30 novembre 2013. Decorrenza pensione entro il 6 gennaio 2018.
7.800 persone cessate dal lavoro di cui all’articolo 1, comma 194, lettere b, c, d, della legge 147/2013, con rapporto di lavoro risolto entro il 30 giugno 2012 per accordi individuali, oppure accordi collettivi d’incentivo all’esodo stipulati entro il 31 dicembre 2011. Se il rapporto di lavoro si è risolto dopo il 30 giugno 2012, deve essere comunque cessato entro il 31 dicembre dello stesso anno, sempre con accordi individuali o collettivi d’incentivo all’esodo firmati entro fine 2011. Infine, sono compresi in questo contingente anche i lavoratori il cui rapporto è cessato per risoluzione unilaterale fra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011. Decorrenza pensione, 6 gennaio 2016.
700 persone in congedo per assistere figli con disabilità grave: decorrenza pensione, 6 gennaio 2019.
800 persone con contratto di lavoro a tempo determinato, anche in somministrazione, con esclusione del settore agricolo e dei lavoratori con qualifica di stagionali, cessati dal lavoro tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011. Decorrenza pensione: 1 gennaio 2018.
Il Patronato EPACA, evidenzia che le domande, per la cui compilazione e invio sono abilitati i patronati, vanno presentate entro il 2 marzo 2017, con le stesse procedure previste dai precedenti provvedimenti di salvaguardia. I lavoratori esodati in mobilità e i prosecutori volontari presentano domanda all’INPS, le altre categorie (lavoratori cessatim in congedo, a tempo indeterminato), presentano invece domanda alla DTL.
Due operatori sanitari stanno prestando servizio di emergenze e soccorso in queste ora presso l'Hotel Rigopiano colpito dall'immane tragedia della valanga
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(AGMnews) - Redazione - 23 gen. Tra le centinaia di immagini scattate in queste ore a Rigopiano, spicca un soccorritore alpino con il volto provato dalla stanchezza che abbraccia un bimbo appena estratto dall’inferno di neve e ghiaccio. Domenico e Matilde. Il primo infermiere di Pescolanciano, la seconda operatrice del 118 di Guglionesi. Tutti insieme rendono orgogliosi il Molise. Domenico Romano, insieme ad una squadra di tecnici del soccorso alpino di Campobasso ed Isernia, è stato tra i primi a raggiungere Rigopiano. Ha assistito insieme allo staff sanitario i sopravvissuti tirati fuori dopo ore di lavoro. La sua foto, quella che vedete in copertina, ha fatto il giro del mondo. Matilde Zulli (nella foto in alto), nata a Guglionesi ma ormai di stanza al 118  di Pescara, è sull’elicottero che fa la spola tra Farindola e gli ospedali della costa abruzzese.. Un grazie alle donne ed agli uomini del soccorso alpino ed a tutti i volontari della nostra regione che oggi, ancor più, ci rendono orgogliosi di essere molisani.
Ringraziamenti per il difficile operato che stanno compiendo in queste ore i Vigili del Fuoco nelle zone colpite dal maltempo e dal sisma
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(AGMnews) - Redazione - 21 gen. “Al drammatico sovrapporsi di neve, gelo e terremoto, una situazione senza precedenti nella storia nazionale e che sta mettendo in ginocchio il cuore dell’Italia, c’è ancora qualche campione dell’odio che ha voglia di speculare. Attaccare la Protezione Civile vuol dire offendere il lavoro delle donne e degli uomini che stanno operando in condizioni quasi proibitive”. Lo affermano Pompeo Mannone, Segretario generale della Federazione Nazionale della Sicurezza, e Maurizio Petriccioli, Commissario Cisl Funzione Pubblica. “Ringraziamo l’operato dei Vigili del Fuoco, delle Forze Armate, dei volontari di protezione civile, delle forze dell’ordine, della Croce Rossa e degli operatori del sistema sanitario che si stanno spendendo in queste ore, prestando il proprio soccorso a chi è in difficoltà” - hanno aggiunto. "Il sistema di protezione civile, finita la fase di soccorso, necessita  comunque di una revisione per renderlo ancora più efficace a partire dalla scelta inadeguata fatta in passato con la quale la materia della protezione civile è tra quelle a legislazione concorrente tra Regioni e Stato. Tutto si può migliorare, la prevenzione, la previsione e la ricostruzione ma sul soccorso tutti coloro che hanno partecipato lo hanno fatto e lo stanno facendo al limite delle loro possibilità ed i soccorritori italiani sono invidiati nel mondo" - hanno concluso.     
I viaggiatori costretti ad attendere il bus per diverse ore al gelo
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(AGMnews) - Redazione - 09 gen. L’interruzione della linea ferroviaria Campobasso-Roma per via di alcuni alberi caduti sui binari ha causato disagi anche presso la stazione di Isernia. Tanti i viaggiatori che attendevano presso piazza della Repubblica l’arrivo del bus sostitutivo dal capoluogo di regione per tornare nella capitale, alcuni dopo il fine settimana, altri dopo le ferie natalizie. Tuttavia, quando il bus è arrivato a Isernia era già pieno, ad eccezione di pochi passeggeri che sono scesi in città. Quasi tutti i pendolari in attesa, dunque, non sono potuti salire a bordo. Sul posto presenti anche le forze dell’ordine. Nonostante la protesta dei viaggiatori, molti gli utenti in attesa che sono rimasti a terra.I pendolari in attesa del mezzo sostitutivo, partito pieno da Campobasso senza proprio fare sosta nel capoluogo, sono riusciti a partire per Roma soltanto alle 17.20, due ore e cinque minuti dopo l'orario previsto. Ma, non essendo stati avvertiti del ritardo, hanno atteso per due ore al gelo. Copione ovviamente analogo nella stazione ferroviaria di Campobasso dove, poco prima, oltre una cinquantina di passeggeri diretti nella Capitale sono rimasti a piedi per la presenza di un unico mezzo sostitutivo. A causare ritardi e soppressioni di convogli, la caduta di alcuni alberi sulle rotaie.
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